Brusca frenata dell’auto in marzo

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L’industria automobilistica soffre anche a marzo. Secondo i dati del ministero dei Trasporti, dopo la flessione registrata in gennaio (-6,8%) e in febbraio (-3,5%), le immatricolazioni di vetture nuove nel terzo mese dell’anno in corso hanno frenato, registrando un ribasso del 18,8% con quasi 212.500 unità a fronte delle oltre 261.000 di marzo 2007, che però aveva beneficiato di due giorni lavorativi in più. Se si traccia, poi, il primo bilancio trimestrale sono state superate le 663.000 unità immatricolate, pari a una contrazione del 10% nei confronti del corrispondente trimestre del 2007 (oltre 737.000 unità).


La situazione si è completamente ribaltata rispetto a un anno fa quando il mercato delle quattro ruote viaggiava con sicurezza in territorio positivo. Ma si sa, uno dei beni di consumo durevoli che paga a caro prezzo uno scenario economico instabile è proprio l’automobile. E l’Italia non fa eccezione. Secondo l’Anfia e l’Unrae, nonostante la presenza degli eco-incentivi statali, la domanda sconta un quadro economico congiunturale condizionato sia dal clima pre-elettorale sia dal crescente aumento dei prezzi dei carburanti, influenzati, a loro volta, dalle performance del greggio. A confermare questa scenario non certo favorevole c’è anche il brusco calo del clima di fiducia dei consumatori che, secondo l’Isae, a marzo è sceso a 99 dal 102,8 di febbraio, attestandosi sui livelli minimi degli ultimi 4 anni.

Ma cosa è accaduto per le singole marche nazionali? Fiat in testa, Ferrari, Maserati e Lamborghini hanno immatricolato nel mese oltre 65.500 vetture, con una quota di mercato pari al 31%; a livello trimestrale le vendite complessive hanno superato le 207 mila unità e la quota si è attestata al 31,2%.
Mentre si assottiglia sempre più il divario tra il prezzo della benzina e quello del diesel, prosegue, di conseguenza, e in maniera inesorabile, rallentamento della corsa delle vetture con motorizzazione diesel: a marzo hanno ottenuto un’incidenza pari al 53,1%, mentre nel trimestre la loro quota si attesta al 53,4%.


Come aveva anticipato nella mattinata di ieri, il Centro studi promotor (Csp) ha confermato in serata, in coincidenza dei dati sulle immatricolazioni, il pesante tonfo per il mercato automobilistico nostrano in marzo. Secondo il Csp, al di là degli elementi contingenti che hanno agito in marzo, l’attuale tendenza negativa del mercato automobilistico è determinata dalla situazione economica del Paese. In secondo luogo, sottolinea Csp, dopo undici anni di vendite su alti livelli e dopo il record di immatricolazioni del 2007, una fase di domanda attestata su volumi più contenuti di quelli del passato appare fisiologica. In terzo luogo va sottolineato che questi fattori negativi non sono certo controbilanciati dal rinnovo degli incentivi alla rottamazione.

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