British Petroleum con le spalle al muro: nello studio ovale faccia a faccia con Obama

Inviato da Micaela Osella il Mer, 16/06/2010 - 10:42

British Petroleum con le spalle al muro. Nello studio ovale della Casa Bianca. Il presidente americano, Barack Obama, chiederà oggi al colosso petrolifero inglese di accantonare miliardi di dollari per ripagare i danni della catastrofe naturale nel Golfo del Messico. L'incontro è in agenda alle 10,15 (16,15 ora italiana) e avrà luogo proprio alla Casa Bianca.

Si tratta della prima volta da quando è iniziata la "crisi", due mesi fa, che i dirigenti del colosso energetico britannico incontreranno Obama. Ed è grande l'attesa che accompagna il faccia a faccia, anche se qualcosa è già trapelato. Secondo quanto ricostruito ieri dal Financial Times, l'amministrazione americana avrebbe chiesto a BP di realizzare un fondo di garanzia da 20 miliardi di dollari, per coprire le spese necessarie per ripulire il Golfo del Messico e risarcire le persone e le attività produttive che ne sono state danneggiate.

E sembra essere senza fine il conto della marea nera, che sta uccidendo le spiagge che si affacciano sul Golfo del Messico: British Petroleum qualche giorno fa ha erogato 75 milioni di dollari (25 milioni a testa) alle amministrazioni degli Stati americani colpiti maggiormente dal disastro: Florida, Alabama e Mississippi. Facendo lievitare il totale il conto a 195 milioni di dollari. L'incontro di oggi con i dirigenti BP secondo alcuni osservatori, pur non essendo ritenuto risolutivo, avrà comunque il merito di metter in luce un approccio più diretto nella gestione dell'emergenza da parte della squadra di Obama.

Dagli ultimi sondaggi è, infatti, emerso che la maggioranza degli americani ritiene che il presidente sia stato troppo distaccato nell'affrontare il disastro, non abbastanza duro con BP, rea di aver causato il peggior disastro ecologico nella storia degli Usa. Sullo sfondo resta poi anche la speculazione che circonda il gigante petrolifero.

Secondo gli analisti di Standard Chartered il gigante dell'oil cinese, Petrochina, potrebbe essere interessato al colpaccio. Anche il Sidney Herald sbatteva in prima pagina settimana scorsa l'ipotesi di un interesse da parte del colosso minerario, Bhp Billinton. Dal 20 aprile ad oggi la società inglese ha perso 82 miliardi di dollari di capitalizzazione, spalancando le porte a una possibile scalata. Ad ogni modo le certezze in questa storia continuano ad essere poche. Il test di oggi in programma alla Casa Bianca si annuncia quindi decisivo per tracciare una strategia da cui poter ripartire.

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