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Brexit: la proposta di Tusk alla Gran Bretagna. Ora via alle discussioni tra i 28 dell’Ue

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Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha reso noti i termini della proposta di accordo avanzata alla Gran Bretagna. Quattro i temi principali: governance economica, competitività, sovranità, vantaggi sociali e libertà di movimento.  
“Mantenere l’unità dell’Unione europea è una grande sfida per tutti noi ed è per tale motivo il principale obiettivo del mio mandato”. Con questa frase inizia la lettera che Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo, ha inviato ai membri del Consiglio europeo. La missiva contiene le proposte di accordo avanzate alla Gran Bretagna per evitare il referendum che potrebbe portare all’uscita del Regno Unito dall’Unione (Brexit). Ora toccherà “agli sherpa e ai rappresentanti permanenti incontrarsi, a partire da venerdì 5 febbraio, per discutere e limare il documento. L’obiettivo – conclude Tusk – è avere un accordo di tutti i 28 membri dell’Unione per il Consiglio europeo di febbraio. Per avere successo dovremo tutti scendere a compromessi. Fallire comprometterebbe il nostro futuro unitario”. 
Sono quattro i temi principali sui quali Tusk ha cercato di andare incontro “in modo ampio” alle richieste del premier britannico Cameron senza tuttavia oltrepassare la linea “dei principi sui quali si fonda il progetto europeo”: governance economica, competitività, sovranità, vantaggi sociali e libertà di movimento. 
Secondo la proposta Londra non avrà alcun obbligo di maggiore integrazione con l’Unione che, invece, proseguirà in direzione di quello che è il suo obiettivo finale. “Il percorso verso tale obiettivo non dovrà essere ostacolato dai membri non aderenti alla moneta unica che decidano di non parteciparvi”. Inoltre viene stabilito un meccanismo di blocco dell’analisi di proposte legislative dell’Unione su richiesta del 55% dei singoli Parlamenti nazionali. 
Sulla questione immigrazione viene concesso il “Freno di emergenza” sui benefici previdenziali per i lavoratori dei Paesi dell’Unione. Il Freno sarà graduale, avrà una durata di quattro e dovrà tenere conto del percorso di integrazione dell’individuo nel Paese ospitante. 
La proposta mette infine al riparo il denaro dei contribuenti britannici in quanto “non potrà essere usato per sostenere l’Eurozona” mentre la sorveglianza di banche e altre istituzioni finanziarie, per le nazioni non aderenti all’euro, rimane in mano alle rispettive istituzioni nazionali. 
“La bozza di rinegoziazione con l’Unione europea – ha commentato il premier Cameron in un tweet – mostra progressi reali in tutte e quattro le aree nelle quali la Gran Bretagna necessità di modifiche, ma c’è ancora molto lavoro da fare”.
Più aulico il tweet con cui Donald Tusk ha comunicato la pubblicazione del documento. Con un omaggio al massimo poeta e drammaturgo inglese William Shakesperare il presidente del Consiglio europeo ha scritto: “Essere o non essere insieme, questo è il problema…La mia proposta di nuovo accordo per il Regno Unito nell’Unione europea”. 

Leggi QUI l’intero documento in inglese