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Brexit: la Caporetto della May costringerà a rinvio divorzio con UE, ma non c’è un piano B. Ecco sei possibili scenari

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E adesso? Come da pronostici, l’accordo sulla Brexit siglato dalla premier inglese Theresa May con l’UE è stato clamorosamente bocciato ieri al Parlamento inglese. Nel dettaglio 432 deputati di Sua Maestà hanno votato contro e 202 sono stati invece favorevoli, arrivando così a segnare la più grande sconfitta per un governo in carica nella storia. Subito dopo il voto è divenuta sempre più probabile l’ipotesi di un rinvio dei termini per l’uscita dall’Ue rispetto alla scadenza del 29 marzo. Nei piani della May c’è, se supererà il voto di sfiducia di stasera, l’avviamento di un round di negoziati con l’opposizione per pervenire a una piattaforma di accordo condivisa.

Angela Merkel tende la mano

Dopo la disfatta di ieri della May, il leader laburista Jeremy Corbyn ha oggi presentato una mozione di sfiducia al governo che ora ha tre giorni di tempo per presentare il suo piano B al Parlamento. A tendere una mano alla premier inglese, la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Abbiamo ancora tempo per trattare ma ora Theresa May deve fare una proposta” ha detto la cancelliera. “Cerchiamo di trovare una soluzione ordinata, ma siamo anche preparati all’opzione che tale soluzione non ci sia”, ha aggiunto la Merkel annunciando una riunione ad hoc del parlamento tedesco. Si prepara a un’ipotesi No-deal invece la Francia, dove il premier Edouard Philippe fa sapere che sta per “incontrare i ministri chiave coinvolti per fare il punto e accelerare” i preparativi per una Brexit senza accordo.

Sei possibili scenari

Ma cosa succederà adesso? Prova a delineare sei possibili scenari Charles St Arnaud, Senior Investment Strategist di Lombard Odier IM. In primis secondo l’analista si prospetta un secondo voto (Quasi certo che accadrà) con il Primo Ministro Theresa May che incontrerà probabilmente le controparti europee del Regno Unito per cercare di ottenere concessioni sul backstop irlandese e altre parti del suo accordo, per renderlo più appetibile per la maggioranza dei parlamentari, prima di ripresentarlo al Parlamento.

 

Secondo scenario prevede elezioni generali anche se, dice l’analista, questo scenario è improbabile che “si verifichi in quanto, nonostante le loro differenze su Brexit, i ribelli del DUP e Tory potrebbero comunque sostenere il Primo Ministro May, impedendo che passi la mozione di sfiducia contro la sua leadership”.

 

Terzo scenario prevede un secondo referendum, chiesto da molti politici di entrambe le parti anche se, secondo l’esperto, è molto improbabile che si ripeta il referendum del 2016, in cui agli elettori è stato chiesto se volevano uscire o rimanere nell’UE.

 

Quarto scenario prevede una Brexit in stile norvegese, spesso presentato come piano B dal governo britannico in caso di rifiuto dell’accordo. Cosa significa una Brexit in stile norvegese? Ciò comporterebbe l’adesione del Regno Unito all’EFTA/SEE per offrire al Regno Unito il tempo di rinegoziare l’accordo Brexit pur essendo fuori dall’UE, mantenendo così legami molto stretti con l’UE.

 

“Tuttavia, ciò comporterebbe” sottolinea l’analista “l’introduzione di controlli alle frontiere in quanto i paesi dell’EFTA non fanno parte dell’unione doganale, lasciando irrisolta la questione del confine irlandese. Inoltre, molti membri dell’EFTA/SEE hanno espresso la loro opposizione all’adesione temporanea del Regno Unito. Questo scenario è ancora possibile, ma riteniamo che un secondo referendum sia molto più probabile dato il cambiamento della retorica politica”.

 

Nel quinto scenario ipotizzato il Regno Unito lascia l’UE senza alcun accordo con l’UE o alcun legame con la zona e diventa un paese terzo, il che significa la fine della libera circolazione di beni, servizi e persone e il ripristino dei controlli doganali con l’UE.

 

Infine, da ultimo, il sesto scenario prevede che la Brexit sia annullata. “Riteniamo che ciò sia molto improbabile” conclude l’esperto “in quanto il costo politico di ignorare il voto Brexit del 2016 sarebbe enorme per tutte le parti interessate”.