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Brexit, l’incertezza penalizza il mercato immobiliare inglese

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Malgrado l’incertezza, gli asset rischiosi come le azioni, il mercato del credito e il settore immobiliare globale, hanno mostrato una capacità di ripresa dallo shock della Brexit che solo pochi analisti erano riusciti a prevedere. Dal punto di vista britannico, però – prima per l’incertezza e poi per lo shock del risultato referendario – le difficoltà si sono abbattute sul settore del real estate, che ha sottoperformato notevolmente da ottobre. “Malgrado il continuo calo dei rendimenti dei bond a lungo termine fino a livelli minimi, il settore immobiliare Uk era già debole ancora prima del voto sulla Brexit e ha sottoperformato rispetto al real estate di altri Paesi a livello internazionale – spiega Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Strategist and Head of Multi Asset di NN Investment Partners – E dopo il referendum questa performance sotto tono è diventata solo più pronunciata“.

Riscatti sospesi
Il referendum sulla Brexit ha infatti creato preoccupazioni circa le valutazioni delle proprietà commerciali nel Regno Unito e le conseguenze sul valore netto degli asset di alcuni fondi immobiliari. Come spiega Nieuwenhuijzen, molti fondi immobiliari aperti del Regno Unito che investono direttamente in proprietà commerciali, e che quindi non sempre offrono liquidità, hanno sospeso il riscatto dai loro fondi. “L’incertezza costituisce la minaccia peggiore per gli investimenti nel mercato immobiliare, inoltre le società esiteranno maggiormente a investire nel Regno Unito o ad assumere personale fintanto che permarrà questa incertezza e non saranno definite nuove regole“, spiega lo strategist. Inoltre il mercato immobiliare britannico è anche molto esposto alla parte più ciclica dell’economia del Regno Unito, compreso il mercato immobiliare commerciale di Londra, che probabilmente dovrà sopportare l’impatto più forte dello shock in arrivo. “Un ulteriore fattore di rischio potrebbe essere l’aumento del premio al rischio, che porterebbe a un più alto costo di finanziamento”, aggiunge van Nieuwenhuijzen.

Attenzione al rischio “contagio”
Le conseguenze negative derivanti dalla Brexit rimangono comunque incerte e in qualche modo peseranno sulla crescita economica sia nel Regno Unito sia in Europa. “La visibilità a livello macroeconomico e sui mercati rimarrà limitata per settimane o persino per mesi, fino a quando gli effetti negativi sui fondamentali economici derivanti dall’incertezza politica non diventeranno più chiari”, dice lo strategist. Quel che è certo è che l’economia globale prima dello shock Brexit era modestamente in ripresa e stabile, come confermato dal dato sull’ISM manifatturiero degli Stati Uniti e dai payroll, nonché dall’affievolirsi di alcune preoccupazioni di inizio anno degli investitori, come il crollo del prezzo del petrolio, l’aumento dei default dei titoli obbligazionari USA ad alto rendimento e la crescita cinese. “Questo non garantisce che l’emotività non possa prendere nuovamente il sopravvento qualora si dovessero manifestare segni di contagio politico dal Regno Unito al resto dell’Europa, o se il flusso di notizie relativo alla sospensione dei fondi immobiliari dovesse intensificarsi“, conclude van Nieuwenhuijzen.