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Brexit, è “hard” solo al Mondiale. Si va verso l’uscita “soft” dall’UE

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L‘Inghilterra esce dal Mondiale in Russia perdendo contro la Croazia, squadra di un Paese che è entrato nell’Unione Europea il 1° luglio 2013. Il 23 giugno 2016, invece, in Gran Bretagna tramite referendum si è deciso di iniziare un processo di uscita dall’UE che, a oggi, appare molto difficoltoso. Se per decidere la qualificazione alla finale di Mosca si è dovuti andare ai supplementari, prolungando un’agonia che ha lasciato con l’amaro in bocca i tifosi inglesi, per quanto riguarda la Brexit la partita sembra ancora in corso. Il governo di Theresa May ha perso praticamente tutti i sostenitori di una “hard” Brexit al suo interno: l’8 luglio David Davis, uno dei falchi della Brexit e titolare dell’incarico di segretario di stato per l’uscita dall’Unione europea, ha rinnegato il suo sostegno di breve durata agli obiettivi fissati da May per il negoziato, e si è dimesso in segno di protesta. Poco dopo l’ha seguito il ministro degli esteri Boris Johnson, sostenendo che il piano di May significava che “il sogno stava morendo, soffocato da dubbi inutili”. Quale strada si prenderà? Ne abbiamo parlato con Roberto Rossignoli di Moneyfarm, che ci ha fornito in 3′ la sua view sulla Brexit e le prospettive per la sterlina.