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Brexit: Corte Suprema, passaggio parlamentare obbligatorio per negoziati con Ue

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Gli undici giudici della Corte suprema britannica hanno emanato il loro verdetto, qualsiasi negoziato fra Regno Unito ed Unione Europea per l’attuazione della Brexit dovrà passare per il Parlamento di Sua Maestà. La decisione è stata presa a maggioranza, con 8 componenti a favore dell’invocazione parlamentare e solo 3 contrari.

Il Governo non potrà dunque invocare l’articolo 50 senza previa autorizzazione del Parlamento di Westminster, da ottenere attraverso una legge “ad hoc”. Pur non avendo regalato particolari cambiamenti rispetto alle indicazioni giunte la scorsa settimana dal discorso del Premier Theresa May, la sentenza della Corte ha consegnato una novità: il non obbligo di sentire il parere di Scozia, Galles ed Irlanda del Nord sulla Brexit. “Questo è un fattore molto importante perché la Scozia per esempio avrebbe votato contro e dunque la sua esclusione da più certezza sulla Brexit”, ha spiegato Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades.

Cambiano dunque i piani del primo ministro Theresa May, che dopo il discorso della scorsa settimana aveva manifestato la chiara volontà di voler procedere con negoziati unilaterali. Qualsiasi decisione ora dovrà essere approvata dal Parlamento, con molti sostenitori del Remain che potrebbero “addolcire” le proposte della May, in direzione di una Soft Brexit.

La notizia ha attirato l’attenzione degli investitori internazionali sul mercato valutario. Immediata infattila reazione sul mercato valutario, dove la sterlina, dopo un momento di iniziale volatilità, si è rafforzata contro il biglietto verde. Per Carlo Alberto De Casa quello odierno è il “classico caso di buy on rumors, sell on news”.

“E’ un periodo volatile per la sterlina, che ha fatto 1 figura contro il dollaro nei 5 minuti dopo la sentenza per assestarsi al momento in area 1,25”, ha evidenziato a riguardo De Casa.