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Brexit: Confcommercio, niente conseguenze rilevanti su economia reale nel breve

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Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio la fase di fibrillazione sui mercati finanziari e valutari potrebbe concludersi in un periodo ragionevolmente breve. Pure se non paragonabile a quello attuale, lo shock dovuto ai tragici eventi dell’11 settembre 2001 fece perdere nell’immediato alle borse mondiali tra il 6 e l’8%, poi recuperato nell’arco di 2 mesi. L’Ufficio Studi Confcommercio ritiene che le Banche Centrali appaiono in grado di contrastare rapidamente e con efficacia eventuali crisi di liquidità e, pertanto, non si dovrebbero registrare conseguenze rilevanti sulla dinamica dell’economia reale nel breve termine. Gli aspetti più problematici si potrebbero osservare, invece, nel medio periodo, con un indebolimento dell’economia europea dovuto a una crisi di fiducia nell’euro e nell’Europa in generale.
“Speriamo che, come da più parti rilevato, gli effetti sull’economia italiana ed europea, almeno nel breve periodo, siano limitati”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull’esito del referendum in Gran Bretagna, aggiungendo come l’uscita del Regno Unito è un chiaro segnale, da non sottovalutare, che indica la disaffezione e il disorientamento di una parte di cittadini europei rispetto a istituzioni troppo complicate, distanti e spesso incomprensibili dall’opinione pubblica.
“L’esito del referendum britannico deve essere l’occasione per innescare una riflessione sul ruolo, sulla struttura dell’Europa e sul concetto di integrazione come unica possibilità per il futuro del vecchio continente. Una nuova ampia discussione democratica su come migliorare le istituzioni europee sarà una strada lunga e faticosa, ma appare oggi necessaria e urgente, anzi inevitabile”, conclude Sangalli.