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Brexit: la City in ansia, si teme la fuga del comparto finanziario

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La City di Londra potrebbe perdere migliaia di posti di lavoro a causa della Brexit. Una sede nel miglio quadrato ha da sempre garantito alle istituzioni finanziarie di poter accedere direttamente a un mercato, quello europeo, da oltre 500 milioni di abitanti. Ora, causa Brexit, le nuove regole potrebbero costringere i colossi della finanza a spostare parte del personale a Dublino, Francoforte e Parigi.

Le grandi banche di Wall Street, colossi come JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup e Morgan Stanley, impiegano decine di migliaia di persone nella City. Una parte rilevante di queste ora rischia di dover fare le valigie.

“Non ci sarà mai un’uscita di massa”, ha commentato Mark Boleat, presidente del Comitato “Politiche e Risorse” della City of London. “La domanda è se (coloro che lasceranno Londra, ndr) saranno 15 mila o 5 mila”.

Goldman Sachs e JPM hanno partecipato alla campagna per il “Remain”. Già prima del voto James Dimon, Amministratore delegato di JPM, ha ammonito che un’uscita dall’Unione europea avrebbe prodotto uno spostamento di parte dei 16 mila membri dello staff, si parla di uno su quattro, dalla capitale britannica.

“Manterremo una larga presenza”, ha detto Dimon in un messaggio diffuso venerdì, ma “potremmo dover effettuare cambi alla nostra struttura legale europea e alla localizzazione di alcuni ruoli”.

Morgan Stanley aveva annunciato una riduzione dello staff londinese di mille unità come conseguenza del “Leave” e venerdì, secondo indiscrezioni (non confermate), sarebbe stata presa la decisione di muovere 2 mila persone a Dublino e Francoforte. Stuart Gulliver, Chief executive di HSBC, a inizio anno aveva preannunciato che con la Brexit sarebbero stati trasferiti i ruoli legati a vendite e trading.

Più cauto Jonathan Lewis, n.1 di Nomura International. Il colosso giapponese, che attualmente a Londra impiega 2.600 persone, ha detto che sarà necessario un atteggiamento attendista prima di decidere come organizzare le attività in Europa.

Attenzione anche alle possibili ripercussioni su matrimonio tra il London Stock Exchange e la Deutsche Börse. Gli azionisti del LSE voteranno il prossimo 4 luglio mentre l’assemblea della società tedesca è in calendario 8 giorni più tardi. Nonostante una rassicurazione ufficiale arrivata venerdì, l’esito delle votazioni è ora più incerto.

Discorso a parte meritano le istituzioni europee. Secondo rumors diffusi da fonti di stampa, l’Unione Europea si starebbe preparando a spostare la sede dell’autorità bancaria (EBA).  Venerdì, insieme al premier Cameron, ha rassegnato le dimissioni anche Jonathan Hill, capo dei servizi finanziari UE.

Maggiori indicazioni si avranno la prossima settimana, quanto Cameron incontrerà i leader europei a Bruxelles.