Brasile: la stabilità economica favorisce Lula (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Mar, 26/09/2006 - 14:33
Leader storico del sindacato brasiliano, Lula è riuscito in quattro anni di presidenza a trasformare l'economia in sua alleata.
Con l'inflazione sotto controllo, la riduzione del debito, la rivalutazione della valuta e il superavit fiscale e quello delle partite correnti sui livelli migliori di sempre, nessuno dimostra di temere altri quattro anni con la sinistra brasiliana al potere. L'economia si è stabilizzata ed ha fornito maggiori certezze alla popolazione.
Tutte le inchieste danno Lula (ripresentatosi con il Partito dei Lavoratori) vincente alla prima tornata con il 49% dei voti, rispetto al 30% del suo rivale principale (Geraldo Alckim, candidato conservatore del Partito Socialdemocratico). Attualmente, a distanza di quattro anni, sembra essere assurdo il panico provocato dal cosiddetto effetto Lula, che provocò un'impennata del rischio paese fino ai 2.500 punti e una svalutazione del real che raggiunse i quattro dollari. Oggi il rischio paese è sceso fino a 243 punti e il real si scambia a 2,20 dollari. Per calmare gli animi, il presidente ha inviato una lettera al popolo brasiliano che, in realtà, era diretta al mercato finanziario, impegnandosi a dare continuità ad una politica economica rigorosa.
Lula ha mantenuto le promesse fatte ai mercati. In materia di politica monetaria e controllo del debito è riuscito ad essere ancor più ortodosso del governo guidato da Fernando Henrique Cardoso. Lula si è imposto un superavit fiscale superiore a quello stipulato con il Fondo Monetario Internazionale (4,25%), mantenendolo anche dopo aver cancellato il debito del paese con l'organismo.
Uno dei maggiori successi del governo è stato l'allontanamento del fantasma dell'inflazione in un paese dove il costo della vita ha superato il 2.000% negli anni novanta. Nel 2002, l'IPC era del 12,5% e quest'anno si prevede una chiusura al 4%. Il contenimento dei prezzi consente alle famiglie di recuperare la propria capacità di consumo.
Un altro dei successi è stata la diminuzione della dipendenza esterna grazie all'esplosione delle esportazioni, che ha portato la bilancia commerciale -deficitaria nel 2000- a registrare un superavit record. Secondo alcuni esperti, quest'ultima variabile sarebbe il vero segreto dei successi raggiunti da Lula. Secondo quest'ultimo gruppo di osservatori, l'impennata delle quotazioni del caffé e della soia ha pilotato il superavit brasiliano. Un'altra critica mossa dai detrattori di Lula riguarda il livello del costo del denaro: i tassi di interesse sono passati dal 25% al 14,25%, ma il Brasile ha ancora oggi i tassi di interesse reali più elevati del mondo.
Stabilità economica, superavit fiscale e commerciale, rivalutazione della moneta....ma scarsa crescita del Pil. Rispetto al 5% annuo promesso da Lula nel 2002, il Pil ha mantenuto un tasso di crescita mediocre (2,5% in media). Il Fondo Monetario Internazionale ha sottolineato che il Brasile è il paese che cresce meno nel gruppo degli emergenti. Se competitors come la Cina crescono ad un ritmo del 10% sulla scia della congiuntura esterna, significa che Il Brasile non sta approfittando della congiuntura favorevole.
La pressione fiscale e l'interminabile trafila burocratica pregiudicano gli investimenti. Il tempo medio necessario per creare un'impresa è di 300 giorni, il doppio rispetto alla Cina o all'India. Il governo continua a d essere ottimista. L'esecutivo prevede che il Pil crescerà quest'anno del 4% e del 5% il prossimo. Gli analisti si aspettano un +3,5% nel 2006 e un +4% nel 2007.

A cura di www.fondionline.it
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