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Brasile: Bolsonaro presidente, breve luna di miele con i mercati. Rischi all’orizzonte

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Jair Bolsonaro è il 38esimo Presidente del Brasile. Ex militare dell’esercito e candidato del Partito Liberale carioca (SLP) ha vinto le elezioni presidenziali del paese ottenendo il 55% dei voti contro il 45% andati al suo avversario, l’ex sindaco di San paolo Fernando Haddad. Bolsonaro ha così inaugurato la prima amministrazione di estrema destra in Brasile dalla fine della dittatura militare trent’anni fa, mentre l’economia carioca sta uscendo proprio ora dalla peggiore recessione della sua storia.

Le affinità di Bolsonaro con Trump

O Trumpinho, come è stato ribattezzato Bolsonaro con il presidente Trump ha in comune le osservazioni offensive sulle donne, i neri e le minoranze sessuali – in contrasto con la tradizionale correttezza politica solitamente associata ai leader politici. Come il presidente Trump inoltre  Bolsonaro vuole ripensare le alleanze strategiche del paese, in particolare il suo attaccamento ai blocchi dei paesi in via di sviluppo come il Mercosur.

Come i mercati vedono Bolsonaro

Per il momento, agli investitori piace la sua filosofia economica a favore delle privatizzazioni di massa e dei tagli alla spesa, come afferma Stephane Monier, chief investment officed di Banque Lombard Odier & Cie SA. La credibilità del programma economico di Bolsonaro è sostenuta da Paulo Guedes, un noto consigliere economico capo neoliberale che negli anni ’80 ha cofondato il Banco Pactual (ora BTG Pactual). “Tuttavia, l’ottimismo del mercato potrebbe rapidamente svanire se il paese ottiene un Congresso frammentato, incapace di superare le riforme strutturali cruciali” dice l’analista. Anche se Bolsonaro è visto come un riformista, difatti avrà bisogno di alleanze politiche al Congresso perché gli manca una coalizione più ampia. Ma è un altro l’aspetto che preoccupa Monier. “Vi è l’urgente necessità di una riforma per limitare il debito, in particolare una riforma delle pensioni che consideriamo fondamentale per il paese. Senza di essa, riteniamo che la recente ripresa del mercato potrebbe essere di breve durata. Pertanto, restiamo cauti sulle attività brasiliane e seguiremo da vicino gli sforzi per garantire la tanto necessaria sostenibilità fiscale”. I nuovi passi del Brasile verso le riforme sono già stati interamente prezzati? Così si chiede Delphine Arrighi, gestore del fondo Merian Emerging Market Debt, Merian Global Investors. “A nostro avviso, no. Sebbene vi sia stato un rally di quasi 200 punti base sui tassi locali a partire dalla metà di settembre, riteniamo che ci sia ancora valore nella curva dei rendimenti, data la mancanza di pressioni inflazionistiche e le potenziali riforme fiscali significative. Le voci secondo cui lo stimato governatore della banca centrale Ilan Goldfajn potrebbe non rinnovare il proprio mandato l’anno prossimo sono state ben digerite dal mercato. I nomi circolati per il suo possibile successore, come l’ex governatore della Banca centrale del Brasile Arminio Fraga, garantirebbero comunque una continuità delle politiche. Anche se il contesto generale dovesse rimanere difficile per i Mercati Emergenti nel complesso, il Brasile potrebbe continuare a distinguersi, data l’attuale mancanza di altri casi di miglioramento a livello macro. Tuttavia, condizione necessaria è che il nuovo Governo riesca ad ottenere abbastanza risultati da proseguire la propria luna di miele con i mercati” conclude Arrighi.

Bolsonaro: luna di miele con i mercati ad inizio mandato

Il discorso post-vittoria di Bolsonaro è stato un segnale positivo per i mercati e il presidente godrà di una breve luna di miele all’inizio del suo mandato come afferma Paul Greer, Gestore di FF Emerging Market Debt Fund di Fidelity International. Il neo-eletto Presidente ha fatto riferimento ad un’agenda che prevede di unire il Paese, combattere la corruzione e concentrarsi sulla tanto agognata riforma fiscale. I prossimi indicatori strategici da tenere d’occhio? Sicuramente le nomine dei vari Ministri, in particolare il Presidente della Camera, e chi ricoprirà la carica di nuovo Governatore della Banca Centrale brasiliana, nel caso in cui quello attuale non dovesse essere ri-confermato. Anche la dirigenza delle maggiori compagnie statali quali Petrobras e Electrobras saranno importanti da monitorare, così come l’intenzione di Bolsonaro di privatizzare i beni statali. “Prevediamo che nel lungo termine i fondamentali del Paese” conclude Greer “saranno messi sotto pressione e rimaniamo preoccupati per la traiettoria dei bilanci fiscali. Ci aspettiamo che il Brasile mantenga il suo livello di crescita inferiore rispetto alle sue possibilità e che l’inflazione si alzi nel 2019, cosa che spingerà la Banca Centrale ad aumentare i tassi”.