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Brasile alle urne, la favorita Rousseff non raggiunge la maggioranza

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Sarà un ottobre caldo in Brasile. Proprio questo fine settimana il Paese carioca è stato chiamato alle urne per eleggere il nuovo presidente e per il rinnovo del Parlamento. Ma l’esito definitivo lo si conoscerà solo a fine mese, il prossimo 31 ottobre. Il voto di ieri ha infatti confermato il vantaggio di Dilma Rousseff, candidata del Partito dos Trabalhadores (Pt, Partito dei Lavoratori) e prediletta del popolare presidente uscente Lula, ma senza che fosse raggiunta la maggioranza assoluta (solo il 46% dei voti). Ora la pupilla di Lula è costretta al ballottaggio con il suo principale avversario, il socialdemocratico Josè Serra, che ha raccolto il 33% delle preferenze.


Fino alla viglia delle votazioni la vittoria della Rousseff sembrava scontata. Lo sgambetto è arrivato dalla terza candidata alla presidenza, la verde Marina Silva, che ha raggiunto il 20% dei voti, ben oltre i pronostici. Un brutto colpo per il Pt, che però rimane ottimista sulla vittoria finale. E se così sarà, Rousseff diventerà la prima donna presidente del Brasile. Ma questa rappresenterebbe l’unica vera novità. Secondo il consenso unanime, infatti, la nuova amministrazione continuerà senza strappi la linea politicoeconomica del predecessore. Verrà confermata e, in alcuni casi sviluppata, la partecipazione del governo all’economia, soprattutto nello strategico settore del petrolio, mentre le banche pubbliche dovrebbero rimanere i fornitori chiave di finanziamento alle infrastrutture in vista dei Mondiali di calcio nel 2014 e dei Giochi olimpici nel 2016 organizzati nel Paese.

Comunque vada, l’appuntamento alle urne segnerà la fine dell’era-Lula, dopo otto anni di guida del Paese. In questo periodo il Brasile ha vissuto un forte sviluppo economico, registrando un tasso di crescita medio annuo del Prodotto interno lordo del 4 per cento, con un contestuale calo dell’inflazione dal 14,8 al 4,9 per cento. Un andamento che si è riflesso anche sulla piazza finanziaria del Paese. Alla Borsa di San Paolo l’indice Bovespa ha segnato nella “stagione Lula” un balzo complessivo di circa il 600 per cento.
Oggi, nel dopo-elezione, la piazza di San Paolo si è avviata fiacca con l’indice in calo dello 0,12% a 70144,63 punti.