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Il braccio di ferro tra Eni e l’Autorithy sotto la lente di Abaxbank

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Il braccio di ferro tra Eni e l’Authority continua. E gli analisti di Abaxbank dicono la loro. Con l’obiettivo di aumentare la concorrenza nel settore del gas l’Authority ha infatti alzato il tiro. “L’Autorità garante chiede ora oltre alla cessione del controllo di Snam Rete Gas, ovvero la rete di trasporto nazionale, anche la cessione dei metanodotti esteri”, ricordano gli analisti della prestigiosa banca milanese. “Forse l’Authority non è ancora soddisfatta dell’impegno di Eni, dopo la recente condanna per abuso di posizione dominante, a negoziare nuovi contratti con operatori privati”. Certo Eni dal suo controlla tutte le infrastrutture di trasporto internazionale utilizzate per l’importazione di gas in Italia, che sono per la gran parte saturate dal gas proveniente dai contratti a lungo termine, definiti e/o rinegoziati da Eni nell’imminenza dell’entrata in vigore della direttiva 98/30/CE che ha introdotto le misure di liberalizzazione. Un commento? “L’impressione e che non sia facile creare un mercato libero senza che non vi siano forti investimenti da parte di operatori privati, i quali al momento non sembrano ancora in grado di muoversi in modo indipendente sui mercati esteri”, rispondono alla banca milanese. “La questione si trascinerà dunque per molto tempo con effetti molto relativi per Eni”.