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Braccio di ferro ta Consob e immobiliaristi

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Braccio di ferro tra le società immobiliari quotate in Borsa e la Consob. Nella riunione di ieri mattina l’authority che vigila sulla trasparenza dei mercati ha deciso di chiedere ai vertici delle immobiliari di comunicare al mercato le stime dell’impatto sui loro conti del decreto Bresani-Visco. I tempi sono serratissimi, addirittura prima dell’apertura della Borsa oggi. La prima a rispondere alla richieste dell’organo di controllo è l’immobiliare Lombarda, con un comunicato di ieri sera, che stima in 3-3,5 miliardi l’aggravio finanziario per l’esercizio 2006 delle modifiche sulla detraibilità dell’iva sugli immobili. Ma altre società, tra cui Pirelli Re, Beni Stabili, Aedes, e forse anche Risanamento, Gabetti e Banca Italease, avrebbero scelto di opporsi alla richiesta della Consob. In pratica, poiché le norme varate da Visco potrebbero subire delle variazioni, anche se non subito, i dati sono da ritenersi non definitivi e dunque l’informazione al mercato potrebbe risultare fuorviante. Per di più, le norme sono contenute in un decreto che non è stato ancora convertito in legge. Ma l’ultima parola spetta comunque alla Consob che potrebbe riunirsi e obbligare le società alla pubblicazione dei dati sulla stangata Iva. Tempi duri potrebbero quindi attendere i fondi immobiliari se l’eliminazione dell’iva verrà confermata a dirlo il presidente di Assogestioni, Guido Cammarano.