Bpvn-Bpi, nella Superpopolare più peso ai clienti

Inviato da Redazione il Mar, 28/11/2006 - 08:49
"Saremo la terza banca italiana per rete di sportelli ma non vogliamo che la dimensione ci faccia perdere la natura di popolare. Il rapporto con i soci, e soprattutto con i clienti sarà rafforzato. Magari anche attraverso appositi strumenti finanziari che consentano ai soci clienti di partecipare al processo di nomina di parte dei consiglieri delle banche controllate dalla nuova holding". A pochi giorni dall'annuncio del nuovo piano industriale, il presidente della Popolare Verona-Novara Carlo Fratta Pasini e quello della Popolare Italiana Dino Piero Giarda affrontano i principali nodi ancora aperti dalla fusione tra le due popolari. Da qui a marzo non c'è il rischio che spunti un terzo incomodo con un'offerta ostile? "No non abbiamo alcun timore. Per avere successo un'Opa ostile su una banca che ha la forma giuridica della cooperativa deve essere subordinata alla trasformazione della stessa in spa - fa presente Fratta Pasini - pertanto se vogliono farsi avanti in modo ostile dovrebbero proporre una razionalizzazione più ampia lanciando semmai un'offerta sui entrambe le banche". Infine sul nodo governance, il sistema di governance dualistico sulla falsariga di quanto fatto da Intesa-Sanpaolo porta con sè le critiche circa la voglia di mantenere inalterato il numero di "poltrone". Ma Fratta Pasini non accetta questa critica: "Da noi il sistema duale dimezzerà le poltrone, e nel comitato di gestione siederanno manager e indipendenti. Dalle 46 attuali considerando le due banche si scenderà a 22".
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