Bpm torna sotto pressione in Borsa, l’assemblea del 25 giugno si preannuncia rovente

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L’effetto rimbalzo è già svanito. Dopo aver guadagnato ieri il 3,34%, il titolo della Popolare di Milano è tornato immediatamente sotto pressione lasciando sul parterre l’1,35% a 1,68 euro. L’assemblea straordinaria in programma il prossimo 25 giugno si preannuncia assai rovente. Gli Amici della Bpm, associazione che raggruppa gli azionisti dipendenti, sarebbero pronti a schierarsi contro l’innalzamento delle deleghe assembleari, caldeggiato da Bankitalia, da tre a cinque. Una questione delicata che potrebbe aggiungere tensione nell’assemblea e creare una frattura con via Nazionale.
 
“Si va quindi allo scontro e rimane molto elevata l’incertezza sugli sviluppi futuri con particolare riferimento all’aumento di capitale che la banca deve realizzare”, commentano questa mattina gli analisti di Intermonte. Gli esperti di Banca Leonardo, che un paio di giorni fa avevano confermato la raccomandazione sell (vendere) sul titolo Bpm, hanno spiegato che la nuova bufera rischia di rendere più problematica la riuscita dell’aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro. Per l’istituto di piazza Meda si tratterebbe comunque di una maxi ricapitalizzazione, visto il valore dell’intera banca si aggira intorno ai 700 milioni di euro.


Questa mattina, inoltre, La Repubblica ha riportato altri stralci del verbale di Bankitalia che segnalano come un’eccessiva crescita degli impieghi abbia messo in tensione la raccolta e provocato il massiccio ricorso all’interbancario. Il quotidiano romano scrive che i problemi maggiori riguardano la liquidità dell’istituto di piazza Meda, che secondo quanto verificato da Bankitalia è apparsa in stato di stress. Sull’interbancario, la banca milanese è passata da una situazione positiva nel 2009 per 1,44 miliardi di euro ad una negativa per 4,61 miliardi a fine 2010. Inoltre, La Repubblica segnala come la Bpm abbia fatto ricorso molto spesso al carry trade, operazione sconsigliata apertamente da Mario Draghi.

Queste nuove indiscrezioni, nel giorno in cui la Popolare di Milano dovrebbe spedire a Bankitalia il documento definitivo che contiene le risposte alle osservazioni dell’ispezione di Palazzo Koch, si sommano a quelle uscite tre giorni fa e vanno ad alimentare le tensioni sul titolo di piazza Meda. Ad inizio settimana, si parlava di un’esposizione da parte della Bpm di 500 milioni di euro verso il gruppo Ligresti e del rilievo di Bankitalia circa un ridotto ricorso alle garanzie e alle analisi di merito creditizio nei confronti di alcuni clienti large corporate come Impregilo, Ferroli, Techint e Metinvest.
 
Inoltre circa 24 milioni di euro di crediti verso alcune società sarebbero stati erogati grazie all’intervento del presidente Ponzellini nonostante il parere negativo dell’Ufficio Crediti. Insomma un gran polverone prima del prossimo cruciale appuntamento del 25 giungo, quando l’assemblea straordinaria dovrà incrementare il numero di deleghe da tre a cinque, abbassare lo strike del convertendo (da 6 a 2,7 euro) e delegare al Cda la possibilità di aumentare il capitale fino ad un massimo di 1,2 miliardi di euro.

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