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Bpm: scontro tra sindacati in piazza Meda, resta alta l’incertezza sulla solidità patrimoniale

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Acque agitate a piazza Meda. Secondo la stampa, sta aumentando il conflitto tra i sindacati attivi nella Banca Popolare di Milano. Il Corriere della Sera scrive che si sta consumando un vero e proprio esodo di iscritti dalla Fisac-Cgil alla Fabi-Cisl. I numeri che circolano arrivano a contare fino a 500 dipendenti in movimento, in pratica tutta la componente socialista della Fisac. Tra i motivi dello scontro, le diverse visioni sull’opportunità di rivedere la governance della banca, anche in vista della redazione delle nuove liste per il rinnovo del Consiglio di amministrazione, atteso per la primavera del 2012.


Ma non solo. Anche il ruolo del presidente Ponzellini sarebbe a rischio e, sempre secondo indiscrezioni, il manager potrebbe uscire anzitempo dalla scena e correre per le nomine delle aziende pubbliche. Il quotidiano di via Solferino scrive che il legame con Umberto Bossi, avrebbe posto Ponzellini in pole position nel toto nomine per Finmeccanica, Eni, Enel e la Banca del Sud. “Giudichiamo positivamente ogni scossone che possa portare ad un aggiornamento del sistema di governance della banca”, è il commento odierno di Intermonte. Anche il mercato sembra pensarla così e, infatti, il titolo Bpm mostra un progresso a Piazza Affari dell’1,11% a 3,18 euro.

Nel frattempo il management di piazza Meda ha tenuto una presentazione per aggiornare il business plan. “Il management è stato abbastanza riluttante a fornire una guidance – commentano gli analisti di Equita – ma noi crediamo che l’outlook 2011 sia decisamente migliore delle nostre stime”. I vertici della Popolare di Milano hanno ribadito un target del 7% per il Core Tier 1, confermando di non aver necessità di un aumento di capitale mentre il rimborso dei Tremonti Bond (400 milioni di euro) prima del 2013 non rientra nelle priorità.
 
La sim milanese continua a credere che “l’aumento di capitale  potrebbe essere una scelta coraggiosa perché permetterebbe di ripagare i Tremonti Bond (11 punti base di impatto annuale sui coefficienti patrimoniali) eliminando definitivamente l’incertezza riguardo alla posizione patrimoniale”. Equita mantiene quindi una visione neutral sul titolo Bpm con target price a 3,5 euro. “La performance del titolo potrebbe rendere l’azione attraente – concludono gli esperti – ma continuiamo a credere che le incertezze sulla posizione patrimoniale lasceranno il titolo in una situazione bloccata”.