Bpm prova a smentire i dubbi del mercato, ratio patrimoniali sopra i livelli di guardia

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 28/10/2008 - 14:30

Il mercato, che già ha dimostrato di non apprezzare la sincerità del presidente Bpm, Roberto Mazzotta, non pare intenzionato a ricredersi. I chiarimenti ufficiali sui valori assunti dai coefficienti patrimoniali dell'istituto e su quelli che questi raggiungeranno a fine anno non bastano a riportare il sereno sul titolo bancario. E non riescono nell'impresa nonostante i ratio stessi si posizionino al di sopra dei livelli di guardia identificati dalla Banca d'Italia. Al contrario era invece bastata la generica apertura di Mazzotta, in un'intervista concessa al Sole 24 Ore di domenica, a un intervento dello Stato a sostegno delle banche per spingere il titolo Bpm a perdere ieri più di 10 punti percentuali. La comunicazione ufficiale del gruppo, giunta al termine del comitato esecutivo dell'istituto, non ha tolto il titolo dalle secche di Piazza Affari, con l'azione del gruppo di piazza Meda che viaggia in calo del 2,65% a 4,045 euro.

La banca ha reso noto che "allo stato il gruppo Bipiemme presenta coefficienti patrimoniali in linea con quelli definitivi al 30 giugno 2008 e che il Core Tier 1 (rapporto tra capitale proprio e il totale delle attività) si manterrà sopra il 6% anche a fine anno, nonostante gli impegni già presi per rilevare gli sportelli Unicredit e le attività di Anima Sgr. Allo stato il gruppo indica il Core Tier 1 al 6,4%, il Tier 1 al 7,6% e il Total Capital Ratio al 10,4%. Le previsioni di Bpm sui coefficienti patrimoniali per fine 2008 vedono invece un Core Tier 1 superiore al 6%, un Tier 1 sopra il 7% e il Total Capital Ratio maggiore dell'11%. Le stime tengono conto degli impegni già previsti (acquisto 39 sportelli Unicredit, acquisto partecipazione di controllo Banca Popolare di Mantova, Opa su Anima Sgr), dell'emissione di passività subordinate già collocate nel mese di ottobre per oltre 500 miliardi di euro e delle misure di efficientamento della gestione degli attivi ponderati. "Con ciò - si legge nel documento emesso dalla banca - si conferma l'assoluta solidità patrimoniale della Banca e del gruppo Bipiemme, tale da consentire lo sviluppo degli impieghi a sostegno dell'economia reale". Manca però ancora l'apertura di credito più importante: quella del mercato.

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