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Bpm: Procura Milano apre inchiesta, nel mirino fuga di notizie sull’ispezione di Bankitalia

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La Procura di Milano, come riportato da diverse agenzie di stampa, ha avviato un’inchiesta a carico di ignoti per insider trading dopo che il direttore generale della Banca Popolare di Milano, Enzo chiesa, ha presentato un esposto per fuga di notizie al quale era allegato il documento con l’esito dell’ispezione condotta da Bankitalia. Un documento che sarebbe stato diffuso all’esterno e la Procura dovrà quindi capire chi ha reso possibile la diffusione del verbale stilato dagli ispettori di via Nazionale. Il fascicolo, come riportato da diverse agenzie di stampa, potrebbe però passare da insider trading ad aggiotaggio qualora si fosse verificata una manipolazione del mercato.


Il titolo dell’istituto di piazza Meda, che oggi viaggia ancora sotto la parità a 1,62 euro, nei giorni scorsi aveva sofferto moltissimo anche per alcune indiscrezioni di stampa secondo cui l’ispezione della Banca d’Italia avrebbe fatto emergere maggiori crediti problematici per circa 1 miliardo di euro. Il management della Popolare di Milano aveva fatto sapere che non vi sono differenze sostanziali tra le risultanze dell’attività di vigilanza e la situazione a fine 2010. Inoltre, sempre secondo i vertici della banca milanese, le differenze derivanti dalla riclassificazione di circa 116 posizioni tra incagli e sofferenze erano già state recepite a fine anno.

Non tende quindi a diminuire l’attenzione sull’istituto presieduto da Massimo Ponzellini, che ieri ha lasciato sul parterre di Borsa oltre 7 punti percentuali in scia alla smentita della Banca Popolare dell’Emilia Romagna riguardo ad eventuali operazioni straordinarie con piazza Meda. Nel frattempo, cresce l’attesa per l’assemblea straordinaria di sabato che dovrà varare l’aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro e la modifica dello strike (da 6 a 2,7 euro) del prestito obbligazionario convertibile da 460 milioni di euro. Ma l’assemblea si preannuncia rovente, visto che gli Amici della Bpm hanno fatto sapere che voteranno contro la proposta caldeggiata da Bankitalia sull’innalzamento delle deleghe assembleari a cinque da tre.


“Se così fosse – spiega Intermonte nella nota raccolta da Finanza.com – potrebbe aprirsi un ulteriore scontro con Banca d’Italia che aveva chiesto tali modifiche per aprire la governance della banca milanese e portare quindi a maggiore durezza nella vigilanza dell’istituto da parte di via Nazionale”. Il direttore generale di piazza Meda, Enzo Chiesa, ha intanto confermato il futuro stand alone della banca “anche se l’ammontare dell’aumento di capitale e il rischio inoptato crea qualche incertezza sul futuro della Popolare di Milano”, si legge nella nota degli esperti.