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Bpm mette sul piatto 156 mln per il 51% di Monte Parma, pagherà metà in azioni

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Niente sorprese in Piazza Meda. La Banca Popolare di Milano ha messo sul piatto 156 milioni per rilevare il 51% di Banca Monte Parma dalla Fondazione che controlla l’istituto emiliano. Un prezzo leggermente più alto di quanto avessero messo in conto gli analisti, che valutavano il 100% di Monte Parma 300 milioni di euro e su cui non sono mancate le obiezioni nel corso del board che si è riunito nel pomeriggio. L’importo, in ogni caso, potrà essere soggetto a revisione, esclusivamente al ribasso, solo in fase di due diligence.


Allo stato attuale il prezzo complessivo dell’operazione comporterà una valorizzare di Monte Parma post aumento di capitale a un multiplo inferiore a 1,6 volte il valore di libro, soglia sopra cui Bpm non è disposta a salire. Entrando nel dettaglio, l’operazione di acquisizione prevede che il pagamento sia per il 50% in contanti e per il restante 50% con azioni Bpm di nuova emissione.

Inoltre la Banca Popolare di Milano sottoscriverà pro quota l’aumento di capitale da circa 100 milioni di banca Monte Parma a un prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni pari al patrimonio netto contabile della banca al 30 giugno scorso. L’obiettivo dell’istituto di Piazza Meda è quello di mantenere il core tier 1 sopra la soglia del 7%.


Nell’ambito di questa operazione, l’istituto milanese punta anche a redigere un patto parasociale che definisca con precisione il peso della Fondazione Monte Parma nella futura governance dell’istituto. Se accordo tra le parti sarà, la chiusura dell’operazione potrà arrivare a breve. Tanto che c’è chi non esclude che la questione, con il testo definitivo dell’accordo, possa essere già messa ai voti nel consiglio di amministrazione ordinario di Bpm in calendario martedì prossimo.