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Bpm, Mazzotta in equilibrio sull’ultimo soviet

QUOTAZIONI Banco Bpm
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Domani pomeriggio il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Milano si riunirà per licenziare il bilancio del 2008 da presentare alla prossima assemblea, convocata, in seconda istanza, il 25 aprile. Come evidenzia il Corriere Economia in un articolo di oggi, sul tavolo del presidente, Roberto Mazzotta, e del direttore generale, Fiorenzo Dalu, c’è il dossier che fotografa un’annata pesante ma chiusa in attivo, tanto che la distribuzione del dividendo non sarà in discussione. La posizione del presidente Mazzotta è estremamente delicata, anche considerando l’organizzazione della Bpm, che più che una banca quotata assomiglia all’ultimo dei soviet, sommandosi sulla governance dell’istituto le istanze solidaristiche tipiche di una cooperativa che ha come azionisti di riferimento i dipendenti raccolti sotto tre grandi sigle sindacali. Ora sul presidente pesa l’ostilità della Fabi. Il primo sindacato della Bpm fino a qualche giorno fa aveva puntato sull’amministratore delegato di Unipol, Carlo Salvatori, che però si è detto non disponibile alla presidenza dell’istituto di Piazza Meda. Ora bisognerà individuare un nuovo presidente in meno di tre settimane.