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Bpm: inizia l’era del sistema duale, l’aumento sarà da 800 mln. Incertezza su nuovi soci

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La Banca Popolare di Milano cambia volto. Dopo mesi di tensioni interne e confronti serrati con Bankitalia, un Cda fiume ha approvato ieri il nuovo Statuto basato sul sistema duale, l’aumento di capitale da 800 milioni di euro e la fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Alessandria nella Banca di Legnano. Il punto più critico era senz’altro la rivoluzione della governance, visto che Palazzo Koch è stato irremovibile nel chiedere la netta separazione tra la proprietà e la gestione della banca.
 
E così, dopo un Cda durato diverse ore, verso mezzanotte è arrivato da piazza Meda il comunicato ufficiale. Il nuovo Statuto, come anticipato ieri, prevede l’istituzione di un Consiglio di sorveglianza, nominato dall’assemblea e al quale viene conferito il potere di supervisione e controllo della gestione della banca, e di un Consiglio di gestione, nominato dal Cds e al quale è attribuito il compito vero e proprio di amministrare e gestire la banca.
 
Il nuovo Statuto, che ha ottenuto il voto contrario dei soci non dipendenti, adesso dovrà essere visionato dalla Vigilanza prima dell’assemblea degli azionisti convocata per il 22 ottobre. Assemblea che dovrà nominare anche i due organismi (Cds e Cdg), le cui liste dovranno essere depositate entro il 9 ottobre. Resta quindi aperta la partita per l’ingresso di nuovi soci, anche se indiscrezioni di stampa danno ormai per sfumato l’arrivo di Matteo Arpe. Sembra invece più vicino ad entrare nella Bpm il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi.


Tornando al nuovo Statuto che ha superato il vaglio del Cda da segnalare che il Consiglio di gestione sarà composto da 5 membri, tra i quali dovrà essere nominato il consigliere delegato che potrà coincidere con il direttore generale. Il Consiglio di sorveglianza sarà invece composto da 17 membri, di cui 11 espressione della maggioranza e 6 delle minoranza (2 dei quali saranno nominati da eventuali investitori istituzionali).

L’altro grande tema affrontato dal Cda è stato la definizione dell’aumento di capitale, che dovrà essere completato entro la fine dell’esercizio in corso. La ricapitalizzazione sarà di 800 milioni di euro e, di conseguenza, il management ha rivisto al ribasso i target patrimoniali indicati nel piano industriale: il Core Tier 1 a fine 2013 è ora previsto all’8,7% rispetto al precedente 9,1%. Il pay-out ordinario è stato confermato al 45% mentre è venuta meno l’ipotizzata distribuzione di un dividendo straordinario nel corso del periodo del business plan.