Bpm: grande attesa per Cda tra nuova governance, nuovi soci e aumento di capitale

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 26/09/2011 - 16:36

Sono ore decisive per il futuro della Banca Popolare di Milano. Domani il Consiglio di amministrazione di piazza Meda sarà chiamato ad approvare la riforma della governance e l'ammontare definitivo dell'aumento di capitale. Per quanto riguarda la governance il modello scelto è il sistema duale, ma molto dipenderà da come verrà declinato. Questa mattina il presidente della Bpm, Massimo Ponzellini, e il direttore generale, Enzo Chiesa, hanno incontrato il vice direttore generale di Bankitalia, Anna Maria Tarantola, per presentare il nuovo statuto dell'istituto milanese ed evitare quindi il rischio commissariamento che alcuni analisti continuano a ritenere reale.

La posizione di via Nazionale è nota: cambiamento sostanziale della governance, quindi netta divisione tra i poteri del Consiglio di sorveglianza e del Consiglio di gestione. Le segreterie generali di Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil e Uilca, hanno aperto ad un sistema duale secondo il modello ritenuto più idoneo dalla Banca d'Italia. Di poco fa una nota della Cgil, secondo cui "non saranno condivise scelte gattopardesche che sembrano voler cambiare tutto per non cambiare nulla. Per quanto ci riguarda la bussola di riferimento è improntata all'etica, al rigore e alla trasparenza indicata da Bankitalia".
 
Ma nel fine settimana le indiscrezioni di stampa hanno scaldato l'ambiente in vista del Cda di domani. Secondo indiscrezioni, infatti, oltre al finanziere Matteo Arpe vi sarebbe una cordata di imprenditori capitanati da Andrea Bonomi (fondo Investindustrial) che sarebbero pronti ad investire fino a 200 milioni di euro nella Bpm. Indiscrezione smentita dalle segreterie nazionali dei sindacati bancari, che hanno negato qualsiasi avvicinamento alla cordata Bonomi. "La seconda cordata avrebbe proposto una governance più a favore dei dipendenti soci con l'Associazione Amici della Bpm che controllerebbe il Consiglio di gestione - scrive però Intermonte nella nota odierna -. La situazione è quindi complessa e il rischio di commissariamento da parte della Banca d'Italia è ancora esistente".
 
L'ingresso di nuovi soci è infatti un altro grande tema che ruota intorno alla Popolare di Milano, che si lega sia al cambio della governance sia all'imminente aumento di capitale, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 900 milioni di euro. Le segreterie generali, attraverso un comunicato congiunto diffuso giovedì scorso, si sono dette favorevoli all'ingresso di nuovi soci che possano portare liquidità alla banca ma senza esprimere ufficialmente un nome preciso.

Tra incertezza e grande attesa, i riflettori degli operatori sono tutti rivolti al Cda di domani della Banca Popolare di Milano. Un'attesa che ha avuto un riflesso positivo a Piazza Affari: nella scorsa settimana il titolo Bpm ha mostrato un progresso di oltre 8 punti percentuali, in decisa controtendenza rispetto al -3% dell'indice di riferimento Ftse Mib. Oggi l'azione della Popolare di Milano guadagna il 3,40% a 1,427 euro.

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