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Bpi-Bpvn: i soci dicono si’ al matrimonio

QUOTAZIONI Banco Bpm
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Nessun colpo di scena nella vicenda che porterà al matrimonio tra Banca popolare italiana (Bpi) e Banco popolare di Verona e Novara (Bpvn): le rispettive assemblee dei soci, riunite in assemblea straordinaria, hanno dato il proprio consenso all’unione che darà vita al Banco Popolare società cooperativa, con sede legale a Verona, sedi amministrative in Lodi e Verona, e con stabili strutture organizzative in Novara. Si tratterà del più grande gruppo bancario di natura cooperativa e del terzo gruppo bancario italiano per capitalizzazione (16,9 miliardi). In particolare, i soci di Bpvn hanno approvato a maggioranza dei voti presenti, oltre 9.200 soci, con 10 voti contrari e 3 astenuti, il progetto di fusione, mentre al quartier generale di Lodi la deliberazione è stata assunta con 4.441 voti a favore, 522 voti contrari, 59 astenuti e pertanto con maggioranza superiore a quella di 2/3 dei votanti non astenuti, ovvero quella prevista dallo statuto sociale. Ciò che ha stupito è stata l’elevatissima percentuale di votanti a favore dell’operazione.


I termini dell’operazione comportano l’assegnazione agli azionisti del Bpvn di una azione del costituendo Banco Popolare da nominali 3,60 euro ogni singola azione vecchia posseduta e l’assegnazione agli azionisti di Bpi di 0,43 azioni del nuovo Banco Popolare da nominali euro 3,60 ciascuna ogni azione da nominali 3 euro vecchia posseduta. Il Banco Popolare si posiziona al terzo posto tra i network distributivi in Italia, con un numero di circa 2.200 sportelli e con una quota di mercato pari al 10% nel Nord Italia e dispone di un portafoglio complessivo di clientela di oltre 3 milioni di clienti, prevalentemente famiglie e piccole /medie imprese del Nord Italia. Inoltre beneficia di 79 miliardi di raccolta diretta da clientela, 107 miliardi di raccolta indiretta e 74 miliardi di impieghi.

I soci delle due Popolari hanno inoltre dato il proprio benestare alla lista di nomi componenti il consiglio di sorveglianza: Carlo Fratta Pasini è indicato come presidente, Dino Piero Giarda come vicepresidente vicario, Maurizio Comoli come vicepresidente e come consiglieri i prescelti sono Marco Boroli, Giuliano Buffelli, Guido Castellotti, Pietro Manzonetto, Maurizio Marino, Mario Minoja e Claudio Rangoni Machiavelli. A livello di gestione, Divo Gronchi è indicato come imminente presidente e Fabio Innocenzi come amministratore delegato della banca nascente; Franco Baronio e Massimo Minolfi saranno membri del consiglio, mentre gli altri componenti del consiglio di gestione verranno indicati nell’atto di fusione.


Le successive tappe per la realizzazione del progetto di aggregazione prevedono la presentazione della domanda di ammissione alla quotazione degli strumenti finanziari del costituendo Banco Popolare in tempo utile per dare avvio alle negoziazione dei titoli quotati senza soluzione di continuità con il perfezionamento della fusione; la stipula entro il 30 giugno 2007 dell’atto di fusione e la sua iscrizione il primo luglio 2007; il pagamento da parte del nuovo Banco Popolare del dividendo straordinario agli azionisti della ex Bpi indicativamente con valuta 5 luglio 2007, in esecuzione deliberazione di attribuzione della riserva sovrapprezzo.