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Bper: titolo in luce tra voci di integrazione con Etruria e cessione crediti deteriorati

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I temi delle fusioni e della cessione di crediti in sofferenza, alla luce degli ultimi dati rilasciati ieri dalla Banca d’Italia, sono particolarmente caldi negli ultimi tempi per il comparto bancario italiano. Temi che oggi toccano la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che si mette in evidenza a Piazza Affari con un rialzo di circa 3 punti percentuali a 7,16 euro. Secondo quanto scritto questa mattina da Il Sole 24 Ore la banca modenese sarebbe in pole position per un’eventuale aggregazione con Banca Popolare dell’Etruria, alla ricerca di un istituto con cui fondersi per far fronte a crediti deteriorati pari al 30% del portafoglio totale.

Il Consiglio di amministrazione odierno potrebbe discutere di questa operazione anche se, a detta del quotidiano di Confindustria, il percorso appare “accidentato”. L’istituto aretino ha tempo fino al 23 febbraio per raccogliere le offerte non vincolanti e, a detta del quotidiano di Confindustria, entro i primi giorni di marzo Bper potrebbe entrare in due diligence. Ieri l’Ad della banca modenese, Luigi Odorici, ha dichiarato che Bper non ha necessità di un aumento di capitale in vista dell’asset quality review della Banca centrale europea.

Oltre alla questione della fusione con Banca Etruria, secondo Reuters la Popolare dell’Emilia Romagna starebbe lavorando alla cessione di un portafoglio di crediti deteriorati tra 200 e 220 milioni di euro. Per questi crediti l’istituti guidato da Odorici avrebbe ricevuto offerte non vincolanti da tre operatori specializzati del settore. Alla fine di settembre 2013 la Popolare dell’Emilia Romagna vantava crediti deteriorati per 6,5 miliardi di euro.