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Bper attacca la vetta del Ftse Mib (+6%), dopo utile 2018 record e operazione Unipol

QUOTAZIONI Bper Banca

Partenza sprint per Bepr che trova sponda dai conti 2018, con un utile record, ma anche dalle partite chiuse sul fronte Unipol

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Non perde tempo e sin dai primi minuti di scambi a Piazza Affari si rende immediatamente protagonista Bper che scatta in testa al Ftse Mib dopo la pubblicazione dei conti 2018 (con l’utile record oltre quota 400 milioni di euro) e l’operazione con Unipol. Una decisa accelerazione al rialzo con il titolo del gruppo bancario guidato da Alessandro Vandelli che avanza di oltre il 6,7% e lo porta di slancio sopra quota 3,2 euro , in recupero dai minimi a un anno toccati a fine gennaio. Da inizio anno l’azione ha registrato un saldo negativo e pari a circa -7,5 per cento.

 

Dai conti 2018 alle operazioni strategiche con Unipol, fino alle indicazioni della Banca centrale europea (Bce) sui requisiti patrimoniali. Prima dell’avvio delle contrattazioni, numerosi gli annunci arrivati da Bper. Il 2018 è stato archiviato con un utile netto record pari a quota 402 milioni di euro rispetto ai 176,4 milioni al 31 dicembre 2017. Si tratta del risultato più elevato nella storia del gruppo. La società ha indicato che l’utile netto complessivo del periodo è stato di 445,8 milioni nel 2018 e “comprende un utile netto di periodo di pertinenza di terzi pari a 43,8 milioni pressoché interamente ascrivibile al risultato del Banco di Sardegna a livello consolidato”. Nel periodo in esame il margine di interesse si è attestato a 1.122,4 milioni di euro, mentre le commissioni nette hanno mostrato un aumento del 4,8% a 776,3 milioni. Il consiglio ha approvato la proposta per la distribuzione di un dividendo unitario in contanti di 0,13 euro contro gli 0,11 euro del 2017.

Osservando i ratio patrimoniali a fine 2018, il Cet1 ratio ‘phased in’ e’ pari al 14,3% (14,74% al 30 settembre 2018), mentre l’indice calcolato in regime di piena applicazione ‘fully phased’ e’ pari al 11,9% (sostanzialmente stabile rispetto allo scorso settembre). “Significativa riduzione” dello stock lordo di Npe pari a 3,5 miliardi da inizio 2018 (-33,1%), anche grazie alle due cartolarizzazioni su crediti in sofferenza “4Mori Sardegna” e “Aqui” completate nell’esercizio per complessivi 3 miliardi di euro. E così l’Npe ratio lordo si attesta al 13,8% in riduzione di oltre 6 punti percentuali dal 19,9% di inizio anno, mentre l’Npe ratio netto al 6,8% dal 9,2% del primo gennaio 2018.

 

LE OPERAZIONI STRATEGICHE

Due le operazioni strategiche approvate dal cda di Bper: da una parte l’acquisizione di Unipol Banca e dall’altra sono state rilevate le quote non ancora in suo possesso del Banco di Sardegna dalla fondazione BdS. In particolare, è previsto il trasferimento a favore di Bper “di tutte le azioni ordinarie e privilegiate di Banco di Sardegna (BdS) detenute dalla Fondazione di Sardegna (FdS) a fronte dell’emissione a favore di Fondazione di 33 milioni di nuove azioni di Bper e di uno strumento convertibile subordinato del valore nominale di 150 milioni di euro emesso dalla stessa Bper”. Articolata in due punti l’operazione con Unipol che prevede l’acquisto del 100% di Unipol Banca da parte di Bper Banca per un corrispettivo cash pari a 220 milioni, unita alla contestuale vendita al Gruppo Unipol di un portafoglio di sofferenze di Bper per un valore lordo contabile pari a circa 1 miliardo (a fronte di un valore lordo esigibile pari a circa 1,3 miliardi).

“Tali operazioni consentiranno al gruppo Bper di aumentare le proprie dimensioni e la base clienti, con l’obiettivo di creare valore per gli stakeholders, mantenendo al contempo un solido livello di capitale regolamentare e accelerando il processo di riduzione dei crediti deteriorati”, precisa la società guidata da Alessandro Vandelli in un comunicato. In particolare, l’acquisto delle minoranze in BdS porterà a Bper Banca “un significativo miglioramento del livello di capitale regolamentare”, con un impatto sul Cet1 ratio e Tier 1 ratio Fully Phased positivo pari, rispettivamente, a circa +50 punti base e +90 punti base.

 

LA BCE E I REQUISITI PATRIMONIALI

Sono poi arrivate le comunicazioni della Banca centrale europea (Bce) relative ai requisiti patrimoniali del Gruppo Bper per il 2019. La Bce ha stabilito che, a partire dal primo marzo 2019, l’istituto bancario guidato da Alessandro Vandelli deve mantenere su base consolidata un coefficiente minimo di capitale in termini di Common Equity Tier 1 (Cet1 ratio) pari a 9% rispetto al 8,125% del 2018. Si tratta di un incremento di 87,5 punti base “in massima parte imputabile, per 62,5 punti base, alla definitiva applicazione a regime del Capital Conservation Buffer previsto dall’Autorità di Vigilanza per tutto il sistema bancario e per 25 punti base al Pillar 2”. La Bce ha richiesto il rispetto di un requisito minimo del Total Capital ratio del 12,5 per cento.

La Bce ha infine espresso la raccomandazione a Bper di implementare un graduale adeguamento dei livelli di coverage sullo stock di crediti deteriorati (in essere al 31 marzo 2018) fino al raggiungimento dell’integrale copertura entro il 2025 per gli Npl garantiti con anzianità superiore ai 7 anni ed entro la fine il 2024 per quelli non garantiti con anzianità superiore ai 2 anni.