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Bper: arriva piano al 2021, analisti delusi dai dividendi ma sorpresi dagli utili. Nessun M&A in vista

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Il gruppo Bper Banca ha presentato questa mattina il piano di sviluppo triennale considerato deludente in prima battuta dal mercato, ma che poi ha cambiato idea dopo aver passato in rassegna tutti i numeri. Il titolo ne ha risentito e ha cambiato direzione più volte nel corso della seduta, passando da un minimo intraday a 3,5 euro poco dopo l’apertura a un rialzo di oltre il 2% a 3,69 euro, dove si trova attualmente.

 

Il piano industriale 2019-2021 prevede un’articolata serie di interventi che permetterà di raggiungere un aumento della redditività prospettica, con un utile netto al 2021 pari a 450 milioni e un RoTE pari al 10% circa; il rafforzamento del capitale con un CET1 ratio fully phased al 2021 in area 12,5%; un dividend payout medio in arco piano pari a circa il 25%.

 

Proprio quest’ultimo punto ha deluso le attese degli analisti che si aspettavano un dividend payout medio 2019-21 del 31%. Alla domanda sulla politica dei dividendi l’ad di Bper, Alessandro Vandelli, ha replicato: “Questo è un livello che possiamo rispettare, ma c’è spazio per andare oltre il 25%. Abbiamo spazio di manovra, possiamo anche essere più generosi nella nostra politica di dividendi se l’occasione si presenta”.

Un ambizioso target di utile netto al 2021

L’obiettivo di 450 milioni di utile netto al 2021, che ha invece superato di circa il 50% il consensus, “sarà raggiunto grazie ad importanti trasformazioni del nostro modello di business, incentrato sulla capacità di soddisfare bisogni sempre più evoluti e integrati della clientela e da una forte azione di incremento dell’efficienza operativa e di semplificazione” ha spiegato Vandelli durante la presentazione del piano, ricordando che “il bilancio 2018 ha registrato importanti progressi in tutte le aree di attività e un risultato netto della capogruppo di 402 milioni, il più alto della nostra storia”.

 

Secondo gli analisti di KBW, l’utile netto del gruppo nei prossimi anni “sarà trainato principalmente da una maggiore crescita delle commissioni e da una riduzione dei costi. Questi sono i principali fattori che determinano l’aumento dell’utile netto rispetto alle aspettative del mercato”.

Prosegue il piano di cessione di Npl

Oltre allo sviluppo del business e al forte incremento dell’efficienza operativa, il terzo pilastro del piano prevede l’accelerazione del derisking che si dovrebbe concretizzare in un Npe ratio lordo al 2021 inferiore al 9% (assumendo un costo del rischio al 2021 di 60 bps).

 

In particolare, il percorso di derisking, già intrapreso da Bper negli ultimi anni, verrà ulteriormente rafforzato grazie all’introduzione di nuovi processi di gestione del credito sia in fase di underwriting, sia nelle fasi successive del ciclo di vita dei crediti, con particolare focus sulla prosecuzione delle attività mirate alla riduzione dei crediti deteriorati. L’istituto prevede infatti una riduzione significativa dello stock anche mediante cessioni aggiuntive rispetto al 1 miliardo di sofferenze cedute a UnipolRec.

 

“Prevediamo di cedere uno, al massimo altri 2 miliardi circa di Npl al 2021. Questo oltre al miliardo già previsto con l’operazione di acquisizione di Unipol Banca” ha spiegato il ceo rispondendo alle domande degli analisti.

 

“Stiamo anche lavorando sugli Utp”, ha aggiunto Vandelli, le cosiddette inadempienze probabili. “Questo è un nuovo progetto e ora cercheremo di comprendere come questo mercato possa funzionare. È una nuova esperienza. Stiamo cercando di rivedere il portafoglio in base anche alle condizioni di mercato. Guardando alle condizioni generali noto come la qualità del nostro portafoglio e i suoi dettagli ci hanno consentito di portare a termine l’ultima operazione con successo”.

 

Un ulteriore accelerazione al piano di derisking avverrà attraverso la migrazione sulla nuova piattaforma di gestione e recupero delle sofferenze. A tal proposito, il ceo, rispondendo alla domanda di un analista, ha puntualizzato: “La nostra strategia prevede il mantenimento nel perimetro della nostra società che fa recupero sofferenze, mentre sono aperto a capire e comprendere ad esempio la tematica delle joint venture”.

Per ora nessuna operazione straordinaria, probabile in futuro

Riguardo a nuove operazioni di M&A in Italia, Vandelli ha dichiarato: “Abbiamo così tante attività da gestire in questo periodo e quindi non stiamo analizzando un altro deal in Italia”. Si ricorda infatti che il nuovo piano è stato sviluppato anche a partire dai significativi benefici derivanti dalle operazioni straordinarie annunciate nel corso nel mese di febbraio 2019: l’acquisto di Unipol Banca e delle quote di minoranza del Banco di Sardegna e l’acquisizione del controllo di Arca Holding.

 

L’ad di Bper ha poi aggiunto “ricordo che la nostra è una storia di M&A. Pensiamo sia importante avere l’impegno di aumentare ulteriormente le dimensioni del gruppo, anche se al livello in cui siamo, se si ha l’approccio giusto, è possibile condurre il business con risultati positivi. Siamo aperti a valutare opportunità per aumentare le nostre dimensioni, ma oggi il focus è su questo business plan. Vedremo se sarà possibile avere un’altra opportunità, nel caso la esamineremo nel prossimo futuro”.

 

Rispondendo infine a una domanda su Carige e su cosa potrà accedere nel caso in cui non riuscisse a completare l’aumento di capitale annunciato ieri, Vandelli ha replicato: “Non mi piace parlare di altre banche e di cosa affrontano. Spero davvero che troveranno tutte le soluzioni positive per gestire la loro capital position”, ha concluso.