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BP: utile in calo sotto stime analisti, pesa contrazione margine di raffinazione

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La società britannica Bp plc ha alzato il velo sui conti del primo trimestre, dando inizio alla settimana delle trimestrali per le principali major petrolifere internazionali.

Da un primo sguardo emerge la forte contrazione del 45% degli utili registrati, conseguenza dei bassi prezzi del greggio che continuano ad erodere margini di raffinazione e redditività.

L’utile rettificato si è attestato a 720 milioni di dollari, in calo rispetto agli 1,3 miliardi di dollari registrati nei conti del secondo trimestre 2015. Il risultato è stato inoltre inferiore alle attese degli analisti che, secondo il consensus raccolto da Bloomberg, avevano stimato un risultato netto di 819 milioni di dollari.

A pesare sulla bottom line è stata principalmente la flessione dei ricavi downstrem: i margini di raffinazione si sono ridotti del 19% a/a, fissandosi al livello più basso dal 2010. Secondo gli analisti l’outlook per il prosieguo di anno rimane orientato alla cautela.

Secondo l’amministratore delegato del gruppo Bob Dudley “Sebbene nel secondo trimestre il rimbalzo dei prezzi del greggio ha esercitato un lieve sollievo sul giro d’affari della compagnia, ci aspettiamo per la fine del 2016 e per il 2017 una strada in salita, a causa della fine del rally delle quotazioni del greggio dovuto al rallentamento della domanda e al ritorno al ritorno alla piena produzione di Canada e Nigeria”.

Nel prosieguo di settimana saranno resi noti i conti del trimestre anche per altre major petrolifere come Total, Repsol, Chevron e l’italiana Eni. Secondo gli analisti l’andamento di Bp è una prima indicazione del trend che ha interessato tutto il settore in questa prima parte del 2016, con le quotazioni del Brent che hanno viaggiato su una media di 47 dollari al barile, contro una media dell’anno precedente di 63,50 dollari per barile.