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I Bot gabbano i piccoli risparmiatori? Da oggi non più, ecco come interviene il Tesoro

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A settembre i Bot a 3 mesi sono scesi sotto-zero. L’asta del Tesoro di metà settembre ha visto per i Bot trimestrali un rendimento dello 0,386 unito al prezzo di aggiudicazione di poco sotto la pari (a 99,9), ma applicando la ritenuta fiscale del 12,5% porta il rendimento netto a 0,32%. Se a questo si tolgono anche le commissioni si scende a -0,08%. Insomma i sottoscrittori dell’asta Bot dello scorso 10 settembre sono stati gabbati.

A rimarcarlo è Assiom, l’associazione italiana degli operatori di mercato. E se si guarda ai titoli annuali il risultato non cambia: questi presentano, infatti, un rendimento lordo composto dello 0,741% e un prezzo di aggiudicazione a 99,254, che al netto delle tasse risulta dello 0,65%. Tolte le commissioni bancarie si scende ulteriormente allo 0,35%. Insomma il piccolo investitore si deve accontentare di restare con un pugno di mosche.

Eppure, nonostante i rendimenti siano praticamente nulli, la suddetta asta ha riscosso successo con 22 miliardi di liquidità che ha cercato rifugio nei Titoli di Stato. Solo la metà della domanda è così stata soddisfatta (4 mld di Bot trimestrali e 7,5 mld di Bot annuali). Ma il Tesoro ha deciso di correre ai ripari. Dato che i Bot non rendono più niente le banche devo abbassare le commissioni, ha stabilito ieri – per decreto – il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Via XX settembre, infatti, ha pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto n. 81768 dello scorso 19 ottobre, che introduce il limite di 100 euro per il prezzo totale di vendita dei Bot alla clientela retail al momento della sottoscrizione di una nuova emissione. Recita una nota esplicativa del Tesoro, la modifica “interviene nel caso in cui il prezzo totale di vendita, comprensivo dell’importo della ritenuta fiscale e della commissione applicata dagli intermediari finanziari alla clientela che sottoscrive i buoni in asta risulti superiore a 100.

“In tal caso – prosegue la nota del ministero dell’Economia e delle Finanze – l’importo massimo delle commissioni di sottoscrizione sarà ridotto in modo da garantire alla clientela un onere comunque non superiore a 100 euro per ogni 100 euro di capitale sottoscritto”. Questo intervento si è reso necessario per tutelare i risparmiatori nell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da tassi d’interesse particolarmente contenuti per i titoli a breve scadenza.