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Borse volatili: rimbalzo in avvio, poi la nuova caduta con il Ftse Mib sotto 16mila punti

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Tentativo di rimbalzo fallito e le Borse vanno ancora giù, per poi azzerare le perdite con una volatilità che è alle stelle. Dopo un lunedì nero, che ha bruciato 300 miliardi di capitalizzazione in Europa, i listini del Vecchio continente hanno tentato in apertura di reagire, segnando rialzi intorno a mezzo punto percentuale. Ma ben presto, la tensione è tornata a far da padrone: Piazza Affari gira bruscamente in negativo, con una raffica di sospensioni, mentre il resto delle Borse europee si muove intorno alla parità. In assenza di dati macro di rilievo, gli operatori faticano a trovare una sponda per i rialzi, dopo la caduta della Borsa di Tokyo che questa mattina ha lasciato sul terreno il 5,4%. E così a Milano l’indice Ftse Mib è arrivato a perdere quasi il 3% scivolando sotto quota 16.000 punti per la prima volta dal 19 luglio 2013, per poi risale a -0,5%. Francoforte e Parigi rimangono piatte rispettivamente con un +0,02% e -0,07%. Riesce invece a riacciuffare il segno più Londra (+0,6%). Il mercato rimane comunque molto volatile. 
Il panico è evidente anche guardando il mercato obbligazionario con gli spread sui titoli governativi periferici in forte aumento. Le tensioni sulle Borse hanno favorito gli acquisti sui Treasury Usa con il tasso decennale sceso all’1,7%, in prossimità dei minimi del gennaio 2015, mentre sui bond giapponesi il tasso decennale è scivolato sotto lo 0% per la prima volta, un evento senza precedenti all’interno dei Paesi del G7. 
Cosa aspettarci? “Il mercato ha bisogno di dichiarazioni importanti che potrebbero arrivare solo dalla Yellen – ha risposto Vincenzo Longo, market strategist di IG – La numero uno della Federal Reserve terrà due audizioni davanti al Congresso e il mercato si aspetta delle rassicurazioni dopo che i dati sui Non Farm Payrolls di venerdì scorso non hanno fatto altro che aumentare la confusione tra gli investitori”. Intanto in Europa, il membro della Banca centrale europea, Benoit Coeuré ha ribadito che nella riunione di marzo l’istituto esaminerà le condizioni economiche e deciderà se sono necessari ulteriori stimoli, precisando che il Consiglio non reagirà alle pressioni del mercato e ai cambiamenti di breve termine.