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Borse, vince il pessimismo? “Forse ha la meglio il nervosismo”

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Il mercato è pessimista in questo momento? “Non direi pessimista, piuttosto nervoso” il responsabile delle gestioni di Banca Finnat Enrico Cibati cerca di smorzare i toni anche di fronte a Borse chiaramente sotto pressione come in queste ultime sedute. “Non nego che non ci siano malumori, ma le vendite non sono del tutto inattese: probabilmente in pochi pensavano ad una tale violenza, ma della possibilità di uno storno eravamo tutti più o meno convinti. Ma il sottofondo macroeconomico resta ancora solido negli Usa, così come i risultati delle società e le guidance fornite per i prossimi trimestri. Nonostante tutto il mercato ha deciso di ‘alleggerirsi’ un po’ dopo tanti rialzi, e probabilmente la fase di storno non è ancora finita”. Gli fa eco il gestore sull’azionario europeo di Banca Sella Davide Albani: “Indici europei come il DJ Stoxx 600 hanno perso circa il 5% dai massimi, e probabilmente il cammino al ribasso non è ancora finito. E’ probabile che si veda un altro 5% di calo generalizzato che investirà un po’ tutti i settori, dopo di che si ricomincerà a ragionare sul da farsi. Perché le prospettive di medio periodo che emergono dai risultati aziendali sono ancora brillanti e di questo bisognerà tenere conto, anche con un rialzo dei tassi”. Più pessimista Tommaso Pavia, responsabile per i fondi flessibili della torinese Ersel. “Il sentiment è peggiorato, e gli effetti si vedono sui listini. Se finora gli storni erano occasioni di acquisto, ora sui rimbalzi dei listini è meglio vendere. D’altronde ieri (17 maggio, ndr), quando il mercato ha accelerato al ribasso mancavano chiaramente i compratori, anche se il peggio deve arrivare. I grandi fondi mi sembra infatti che non si siano ancora mossi: forse aspettano ancora di capire quale sia la reale intensità dello storno. Il timore inflazione esiste e bisogna tenerne conto, soprattutto in un momento nel quale i rendimenti sull’obbligazionario sono tornati sopra certe soglie di attenzione. Questo mercato decisamente non mi ispira fiducia e tendo a non prendere posizione: cerco inoltre di coprirmi da ulteriori ribassi. “. Anche i dividendi non sembrano avere grande appeal in questo momento, nonostante il rendimento sia ancora buono. “In questo momento penso che nessuno si ponga il problema cedole” dice Albani. “I rendimenti sono ancora buoni rispetto ai bond, ma quando il mood è negativo questi ragionamenti il mercato tende ad accantonarli”. Meglio avere in portafoglio blue chips o small cap quando la volatilità si alza? Secondo Cibati sono da preferire le blue chips, “che hanno maggiore visibilità”.