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Borse Ue positive, Milano la migliore con le banche. Spread in calo. Focus su EBA e Grecia

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Partenza con il piede giusto per le Borse europee con gli investitori che danno ormai per imminente l’accordo per la ristrutturazione del debito greco. Oggi è infatti previsto l’incontro decisivo tra il premier Papademos e i leader dei principali partiti per la firma del memorandum della Troika. Una mossa che darebbe il via libera al secondo piano di aiuti da 130 miliardi di euro, che permetterebbe ad Atene di rimborsare i titoli di Stato in scadenza. Secondo indiscrezioni circolate nella tarda serata di ieri, i rappresentanti dei partiti politici avrebbero di fatto dato l’ok alla bozza stesa da Fondo monetario, Bce e Unione Europea. Ieri, inoltre, il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha ribadito la volontà che la Grecia resti nell’euro.

Nell’attesa dell’accordo a Francoforte il Dax guadagna lo 0,75%, a Parigi il Cac 40 avanza dello 0,40%, a Londra il Ftse 100 mostra un progresso dello 0,35%, a Madrid l’Ibex 35 segna un rialzo dello 0,30%. La regina d’Europa si conferma Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che guadagna oltre l’1% a 16.680 punti, mentre il Ftse All Share avanza dell’1% a quota 17.640. A brillare sul listino milanese sono ancora una volta le banche, complice la discesa dello spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco e l’attesa per un responso favorevole dell’EBA sui piani di rafforzamento patrimoniale presentati da Mps, Banco Popolare e Ubi Banca lo scorso mese. 

Alla vigilia dell’incontro a Washington tra il premier Mario Monti e il presidente Usa, Barack Obama, lo spread è sceso questa mattina a 350 punti base mentre il rendimento del bond decennale italiano è pari al 5,50%. In un’intervista rilasciata questa mattina al Wall Street Journal Monti ha espresso anche il suo favore per le mosse della Banca Centrale Europea, in particolare per l’iniziativa con la quale la Bce ha offerto rifinanziamenti trimestrali a tassi contenuti. Sempre in relazione alle iniziative dell’Eurotower volte ad alimentare la liquidità nel sistema bancario, Monti ha aggiunto che “non ci dispiacerebbe se gli istituti bancari italiani acquistassero un po’ più di Btp”.

Sul fronte EBA, oggi e domani si riunisce il Board of Supervisors dell’authority europea, che dovrà valutare i piani di rafforzamento patrimoniale presentati dalle banche europee, che secondo i calcoli di dicembre hanno bisogno di ben 115 miliardi di euro per portare il Core Tier al 9%. Tre le banche italiane sotto esame (Mps, Banco Popolare e Ubi Banca), visto che Unicredit ha appena concluso una ricapitalizzazione da 7,5 miliardi di euro. “La stragrande maggioranza delle misure indicate nei piani appare in linea con la lettera delle raccomandazioni espresse dall’EBA”, ha fatto sapere due giorni fa l’authority europea in risposta ad un articolo del Financial Times che ipotizzava uno scenario sfavorevole per gli istituti di credito. In questo quadro Mps, Banco Popolare e Ubi Banca non dovrebbero ricorrere ad un nuovo aumento di capitale, in linea con i piani presentati dalle tre banche prima alla Banca d’Italia e poi all’EBA.