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Borse Ue negative, Madrid la peggiore. Piazza Affari cede circa l’1%. Pesa deficit commerciale giapponese

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Piazza Affari tira il freno dopo la brillante seduta di ieri, favorita dai giudizi di Moody’s. Dopo aver bastonato più volte l’Italia, l’agenzia statunitense ha cambiato rotta dicendo che il Belpaese potrebbe uscire dalla recessione già entro il 2013, a patto che vengano applicate le riforme del Governo guidato da Mario Monti. Gli investitori sono concentrati soprattutto sull’evolversi della situazione in Grecia, visto che il pressing di Atene per ottenere più tempo per raggiungere gli obiettivi di bilancio sembra aver fatto breccia anche sui tedeschi.

Il premier ellenico Antonis Samaras incontrerà oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, domani sarà il turno del bilaterale Germania-Francia e infine venerdì lo stesso Samaras andrà a Berlino per convincere la cancelliera Angela Merkel circa la validità dell’impegno preso per risanare i propri conti. Atene si trova di nuovo con le casse vuote e cercherà di ottenere entro metà settembre lo sblocco della nuova tranche da oltre 30 miliardi di euro che permetterebbe di pagare gli stipendi della pubblica amministrazione e pensioni.

A pesare questa mattina è soprattutto il dato sul deficit giapponese di luglio che si è attestato a 517,4 miliardi di yen contro attese che indicavano 270-280 miliardi di yen. A pagare sono state soprattutto le esportazioni, calate dell’8,3%, per via della crisi della zona euro.

E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib lascia sul parterre circa 1 punto percentuale sotto quota 15.200 punti, mentre il Ftse All Share arretra dello 0,90% a quota 16.060. In rosso anche gli altri listini del Vecchio Continente: a Parigi il cac 40 cede lo 0,90%, a Francoforte il Dax arretra dello 0,80%, a Londra il Ftse 100 perde l’1%. Madrid indossa la maglia nera con l’indice Ibex 35 che mostra una flessione dell’1,60%.