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Borse Ue in rosso dopo nulla di fatto Fed, rendimento Btp ai minimi da un mese. Giù il dollaro

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Tutto rimandato. La Federal Reserve delude chi si attendeva il primo rialzo dei tassi d’interesse, lasciati invariati tra 0 e 0,25%, livello a cui sono fermi dal dicembre del 2008. I buoni riscontri arrivati dall’economia statunitense, specialmente dal mercato del lavoro che anche ad agosto ha visto la creazione di oltre 200 mila nuovi posti nei settori non agricoli, non sono quindi bastati per far scattare il primo incremento del costo del denaro anche. La Banca centrale non ha però escluso un rialzo nelle prossime riunioni in programma: a fine ottobre, dove non è prevista la conferenza finale di Janet Yellen, e a metà dicembre.
La Federal Reserve ha spiegato che la decisione è stata dettata dai recenti “sviluppi dell’economia globale e dei mercati finanziari, fattori che potrebbero zavorrare l’economia e incrementare le pressioni ribassiste sui prezzi”. In sostanza le recenti turbolenze arrivate dalle Cina e dai mercati emergenti potrebbero causare instabilità sia per la crescita planetaria sia sui mercati finanziari, rischiando di pesare sull’inflazione americana ancora lontana dal target del 2 per cento.
Sono proprio i commenti della Fed sulla crescita globale a pesare oggi sulle Borse europee, dove prevalgono le vendite: a Londra il Ftse 100 cede lo 0,70%, a Francoforte il Dax arretra dell’1,10%, a Parigi il Cac 40 perde l’1,20% e a Madrid l’Ibex 35 mostra una flessione dell’1 per cento. Stesso tono a Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib lascia sul parterre oltre 1 punto percentuale a 2.840 punti. 
Di contro gli investitori stanno premiando i titoli di Stato dell’Eurozona. Lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta a 113 punti base con il rendimento del bond decennale italiano che sul secondario si attesta in area 1,80%, sui minimi da metà agosto. Sul valutario si è deprezzato il dollaro: questa mattina il cambio euro/dollaro si attesta infatti a 1,424.