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Borse Ue aumentano le perdite, Milano cede il 3%. Brillante Bpm. Vola lo spread Btp-Bund

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Le Borse europee proseguono la seduta in deciso ribasso mentre lo spread Btp-Bund viaggia sopra 400 punti base nonostante l’attivismo della Banca Centrale Europea sul mercato secondario. Il rosso sui monitor degli operatori è più acceso rispetto alle prime ore di contrattazioni: a Francoforte il Dax cede il 3,70%, a Parigi il Cac 40 arretra del 4,25%, a Londra il Ftse 100 lascia sul parterre il 4%, a Madrid l’Ibex perde il 4,10%. Piazza Affari non sfugge al trend ribassista: l’indice Ftse Mib cede il 3,15% a 13.680 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 3,20% a quota 14.530.


Sul mercato si fa sempre più pressante il tema della liquidità delle banche del Vecchio Continente. Ieri, infatti, sono arrivati due macigni sul comparto del credito: Standard & Poor’s, dopo aver declassato il debito italiano, ha tagliato il rating di sette banche del Belpaese, mentre la Bce ha prestato 500 milioni di dollari ad una grande banca francese (secondo indiscrezioni di stampa si tratterebbe di Bnp Paribas). Ma a Piazza Affari in questo momento il comparto più colpito è quello industriale: Tenaris cede l’8,50% a 9,58 euro, Fiat Spa il 4,85% a 3,84 euro, Pirelli il 5% a 5,28 euro, Prysmian il 4,50% a 10,35 euro.

In decisa controtendenza la Banca Popolare di Milano che mostra un balzo di oltre 5 punti percentuali a 1,30 euro. Martedì prossimo il Consiglio di amministrazione dell’istituto di piazza Meda dovrebbe deliberare la nuova governance che vedrebbe una maggiore separazione tra proprietà (ovvero i soci dipendenti) e gestione (verrebbe introdotta la figura dell’amministrazione delegato). “Se dovesse esserci invece un ulteriore scontro tra i soci dipendenti e la Banca d’Italia non potremmo escludere un commissariamento”, ipotizza Intermonte nella nota odierna raccolta da Finanza.com.


Il prossimo Cda, inoltre, dovrebbe decidere anche l’ammontare definitivo dell’aumento di capitale fino a 1,2 miliardi di euro. “A differenza di quanto pensavamo – sostengono gli analisti di Equita – l’aumento di capitale non dovrebbe partire il 3 ottobre, probabilmente non c’è ancora l’ok della Consob al prospetto oppure non lo si attende in tempo utile per far partire l’operazione entro quella data”. Infine da segnalare la debolezza dell’euro, che in questo momento viaggia sotto quota 1,35 nei confronti del dollaro statunitense.