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Borse: il terremoto finanziario affossa gli indici di tutto il mondo

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Giù Wall Street, giù l’Asia e nuova apertura in profondo rosso per tutte le principali Piazze continentali. Da Parigi a Francoforte, passando per Milano e Londra è il segno meno che domina incontrastato. Il Ftse cede circa il 5,17% a 4.102 punti, in decisa flessione anche il listino parigino, il Cac40, che indietreggia del 6,24% a 3.243 punti. In caduta libera anche il Dax che sul parterre di Borsa lascia il 7,54% a 4.539 punti. Giornata da dimenticare anche a Piazza Affari, dove l’S&P/Mib segna un ribasso del 6,69% a 20.407 punti.


Niente da fare. Anche oggi si preannuncia una giornata da incubo per le Borse d’Europa, dopo il crollo record di Wall Street. Ieri gli indici di New York sono caduti inesorabilmente verso il basso, schiacciati dalla paura della recessione, segnando il terzo peggior ribasso di tutta la sua storia in termini di punti. L’indice Dow Jones è piombato sotto i 9.000 punti, ai nuovi minimi degli ultimi cinque anni con un calo di oltre sette punti percentuali. In un solo giorno, Wall Street ha bruciato 900 miliardi di dollari. I timori che la crisi faccia altre vittime tra i grandi nomi dell’economia Usa si scatenano senza freni tra gli investitori. E sull’eco del tonfo americano, questa mattina i mercati asiatici hanno vissuto una seduta shock. L’indice Nikkei di Tokyo ha perso quasi 10 punti percentuali. Un crollo che non si vedeva dal 1987, con la notizia del primo fallimento legato alla crisi finanziaria internazionale. Si tratta di una compagnia assicurativa non quotata, la Yamato Life Insurance.

La paura di recessione attanaglia gli animi e la sfiducia dilaga. Non aiutano certo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, snocciolate ieri sera. L’economia è a “rischio di recessione globale”. Dalla mappa tracciata dall’istituto l’Italia non è tra i Paesi maggiormente colpiti, ma insieme a Spagna, Giappone, Austria e Svezia, si posiziona in una fascia intermedia. L’allarme risuona più forte che mai nelle orecchie di tutti, trovando conferma anche in uno studio del Wall Street Journal, effettuato tra 52 economisti, secondo cui la crescita del Pil sarà negativa per i prossimi tre trimestri. Sarebbe la prima volta in cinquanta anni.


La situazione è grave e non si sa più dove guardare. Perché dall’America al Giappone arrivano notizie poco confortanti. Oggi se ne discuterà a Washington, durante l’appuntamento del G7-finanziario tra i ministri dell’Economia e i banchieri centrali. E’ stata invece smentita dalla Casa Bianca la possibilità di tenere un incontro già martedì con il G8, come aveva ipotizzato il premier Silvio Berlusconi.