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Borse sotto scacco, i subprime tornano a far paura

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Si chiama ancora subprime lo spettro che agita tutte le Borse mondiali e a pagare non sono solo i titoli finanziari, che anche oggi hanno agito solo da innesco. In tutta Europa, Italia compresa, domina dunque il segno meno, dopo che già i mercati asiatici hanno chiuso in ribasso.


Dopo i timori scatenati settimana scorsa dall’apertura di un’inchiesta da parte della Securities and Exchange Commission su Merrill Lynch (con il titolo che ha chiuso in calo di poco meno di 8 punti percentuali), oggi a far tremare i mercati è Citigroup.

La banca ha annunciato ulteriori svalutazioni comprese tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari per riflettere il calo del valore dei titoli legati ai subprime e ha annunciato la decisione shock di Charles Prince, il ceo e presidente del gruppo, di abbandonare le sue cariche.


Si tratta però solo dell’ultimo capitolo di una saga che solo nell’ultima settimana ha visto l’uscita di scena di un altro super manager bancario, Stan O’Neal, il ceo di Merrill Lynch.


Venerdì scorso poi si erano diffuse anche voci di nuovi problemi da questa parte dell’Atlantico e in particolare in Gran Bretagna. Si era infatti tornato a parlare di un prestito di emergenza della Bank of England a Barclays. Un intervento poi smentito dalla stessa banca centrale. Barclay, dopo aver lasciato sul terreno 6 punti percentuali venerdì, segna attualmente un ribasso del 4,5 per cento.


Intanto però crescono i dubbi sui comportamenti adottati nel pieno della crisi di questa estate. La citata indagine Sec su Merrill ha per oggetto la supposta cessione di posizioni critiche ad alcuni hedge fund con  il patto di riacquistarle successivamente a un prezzo minimo. Secondo il Wall Street Journal però, la stessa Consob americana starebbe rivedendo le pratiche contabili utilizzate nei Siv di Citigroup.


In Europa il calo del settore bancario è superato solo da quello del comparto delle materie prime. Lo Stoxx di settore arretra del 2,1%. In netta flessione Credit Suisse (-3,4%) e Société Générale (-2,1%). Più contenute le perdite tra le maggiori banche italiane. Mps arretra dello 0,7%, Unicredit dello 0,6% e Intesa Sanpaolo (che oggi ha ricevuto una revisione verso l’alto del prezzo obiettivo da parte di Morgan Stanley) lo 0,8 per cento. 

 


Intanto negli Usa (vedi link) c’è anche chi ai subprime ha dedicato il remake di un famoso brano: http://www.wallstreetmeltdown.com/