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Borse prudenti in attesa del summit Ue. Tesoro piazza Bot con rendimenti al top da 2008

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Il clima che si respira oggi sulle Borse europee è decisamente improntato alla cautela. Prudenza dovuta all’attesa per il supervertice europeo, in programma questa sera a Bruxelles, che dovrà definire il pacchetto anticrisi per salvare l’euro. Il vortice di incontri riuscirà a trovare la soluzione finale? Due anni di summit Ue non sono ancora riusciti a mettere in sicurezza la Grecia, che evidenzia ancora un debito di circa 340 miliardi di euro, e che rischia di contagiare altri Paesi della zona euro. Ora il tempo si è esaurito e il G20 di Cannes incombe. Per la prossima settimana, infatti, è stato fissato dagli Stati Uniti l’ultimatum per l’Europa.
 
E così le piazze finanziarie viaggiano poco mosse: a Francoforte il Dax cede lo 0,05%, a Parigi il Cac 40 guadagna lo 0,05%, a Londra il Ftse 100 avanza dello 0,10%, a Madrid l’Ibex 35 mostra una flessione dello 0,10%. Poco più tonica Piazza Affari: l’indice Ftse Mib guadagna lo 0,40% a 16.130 punti, mentre il Ftse All Share avanza dello 0,35% a quota 16.950. Oggi il Tesoro italiano ha piazzato sul mercato 8,5 miliardi di euro di Bot a 6 mesi. In forte crescita il rendimento, salito al 3,535% dal 3,071% dell’asta dello scorso 27 settembre. Si tratta del livello più alto dal settembre 2008. Il bid to cover (domanda) si è attestato a 1,57 volte, in calo dall’1,74 del precedente collocamento.


Oltre ai Bot semestrali, oggi il ha collocato anche 2 miliardi di euro di Ctz a 2 anni. Il rendimento è stato pari al 4,628%, mentre la domanda ha superato di 2 volte l’offerta. Dopo l’emissione è rimasto stabile il differenziale di rendimento tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco. Lo spread, infatti, viaggia appena sotto i 390 punti base.

Tornando all’attesa per il vertice Ue, si prevede un piano per il salvataggio della Grecia, che potrebbe chiedere un maggior coinvolgimento del settore privato. Si parla di una svalutazione volontaria del debito ellenico fino al 60% (anche se Parigi punta a un massimo del 40%, visto il forte coinvolgimento delle banche francesi). Un secondo aspetto riguarda il Fondo salva-stati (EFSF), i cui poteri dovrebbero essere incrementati in modo da poter garantire i titoli di Stato dei Paesi a rischio, senza però ricorrere a un aumento delle risorse, ora pari a 440 miliardi di euro. In questo caso il coinvolgimento della Banca centrale europea rimane ancora incerto, con il fronte tedesco fortemente contrario.


Terza mossa è la ricapitalizzazione del sistema bancario europeo, a seguito della svalutazione del debito ellenico. Gli istituti di credito dovrebbero affrontare una nuova ondata di stress test, con requisiti più stringenti, come il Core Tier 1 al 9%. La valutazione indicherà le banche che necessiteranno di nuove risorse, che, se non verranno raccolte sul mercato, dovranno essere elargite dai governi (con possibili conseguenze sul debito) e in ultima istanza dal fondo Efsf. L’ipotesi emersa dal vertice del fine settimana scorso è di una necessità di 100 miliardi di euro. Infine, si parla di una serie di regole e procedure per coordinare la disciplina fiscale ed economica dei Paesi membri, con possibili conseguenze sulla sovranità dei singoli Paesi.