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Borse: prevalgono le vendite. Draghi, ripresa prevista entro l’anno

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Avvio di seduta negativo per i principali listini d’Europa, compresa Milano, in scia ai cali di Wall Street e ai pesanti ribassi della piazza azionaria giapponese. Questa mattina a Tokyo l’indice Nikkei ha lasciato sul parterre oltre il 3,5% proseguendo la correzione della scorsa settimana. Gli investitori temono un ridimensionamento della politica accomodante della Federal Reserve e guardano con preoccupazione ai dati macro contrastanti giunti questa mattina dalla Cina
Secondo l’indicatore pubblicato dal governo, l’attività manifatturiera in Cina ha registrato a maggio un lieve rialzo a 50,8 punti dal precedente 50,6, inaspettato dal mercato. Ma la stessa rilevazione fatta dalla banca Hsbc ha mostrato un indice Pmi manifatturiero in calo a 49,2 punti, sotto le stime degli analisti. Da ricordare che il livello 50 rappresenta la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione dell’economia.
In giornata sono attesi i dati finali di maggio dell’indice Pmi manifatturiero di Eurozona, Italia, Francia e Germania. Mentre nel pomeriggio è atteso l’indice Ism manifatturiero degli Usa. Un miglioramento della congiuntura americana potrebbe suggerire alla Federal Reserve una revisione della politica accomodante con un conseguente ridimensionamento del piano di quantitative easing.
Per quanto riguarda l’Eurozona, questa mattina il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha dichiarato di prevedere una ripresa graduale entro la fine dell’anno. Durante il suo discorso alla conferenza monetaria internazionale a Shanghai, in Cina, Draghi ha detto: “la situazione dell’Eurozona rimane difficile ma si intravede qualche segnale di una possibile stabilizzazione e il nostro scenario di base continua a essere quello di un miglioramento molto graduale a partire dall’ultima parte dell’anno”. Proprio questa settimana, è attesa la riunione della Bce in tema di politica monetaria. Giovedì infatti l’Eurotower annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse, rivisti al ribasso solo un mese fa. 
In questo scenario, i listini d’Europa cedono circa 1 punto percentuale. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib perde lo 0,80% in area 17.070 punti. Tra i titoli, in evidenza Exor che corre conquistando la vetta del paniere principale con un +1,7%. Questa mattina la società di investimento della famiglia Agnelli ha annunciato di avere raggiunto un accordo per vendere l’intera partecipazione in Sgs a Groupe Bruxelles Lambert a un prezzo di 2,128 franchi svizzeri per azione. La transazione determinerà un incasso per Exor di 2 miliardi di euro e una plusvalenza a livello consolidato di circa 1,53 miliardi.
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