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Borse positive dopo i dati sul Pil di Germania e Francia. Attenzione all’agenda macro

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Le Borse europee viaggiano in territorio positivo, dopo un inizio di settimana debole, sostenute dai dati preliminari sul Pil di Germania e Francia che si sono dimostrati migliori delle attese. In  particolare, la Francia ha schivato la recessione mostrando nel secondo trimestre dell’anno un Pil fermo (0% t/t, +0,3% a/a), oltre le stime degli analisti, che lo volevano invece in calo. In Germania l’economia è rallentata crescendo sull’anno dello 0,5% contro il precedente 1,7% (consensus Bloomberg +0,9%), ma il dato trimestrale si è attestato a un +0,3%, superando le aspettative che erano per un +0,2%. Bene anche l’economia olandese, che è cresciuta a sorpresa dello 0,2% dopo il +0,2% (rivisto da +0,3%) nel trimestre precedente.

In questo quadro, la Borsa di Francoforte indossa questa mattina la maglia rosa d’Europa. L’indice tedesco Dax guadagna oltre l’1%. Lo segue Parigi, dove il Cac40 sale dell0 0,78%. Bene anche Londra, con l’indice Ftse 100 in progresso dello 0,70%, e Madrid con l’Ibex che mostra un +0,80%. In linea con i listini europei, Piazza Affari mette a segno un rialzo dello 0,76%, sostenuta dal comparto bancario con Unicredit tra i migliori titoli del Ftse Mib (+1,43%). Anche se in testa al listino principale si posiziona Stmicroelectronics con un +1,84%.

L’attenzione degli investitori rimane oggi rivolta al fronte macro dove sono attese la prima lettura del Pil della zona euro e la fiducia degli investitori tedeschi con il sondaggio Zew di agosto. Nel pomeriggio dagli Usa verranno diffuse le vendite al dettaglio a luglio. Sul fronte collocamenti, si ricorda oggi l’asta di titoli a 3 mesi della Grecia per 3,12 miliardi, che metterà a dura prova la fiducia degli investitori dopo che ieri il dato sul Pil greco, sebbene migliore delle attese, ha confermato la profonda recessione che il Paese si trova a fronteggiare (-6,2% a/a, nono trimestre consecutivo di contrazione). Ad allentare le tensioni è giunta questa mattina la smentita dell’ipotesi di rinvio del giudizio della Corte costituzionale tedesca sul meccanismo Esm, previsto per il 12 settembre.