Borse a picco dopo il no del Congresso al Piano Paulson, prossimo voto giovedì

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 30/09/2008 - 09:01

Si è sciolta come neve al sole la speranza di un'approvazione del maxi piano di salvataggio delle banche Usa da parte del Congresso e con essa la fiducia sulle Borse internazionali.

A Wall Street ieri l'S&P500 è arrivato a registrare la maggiore flessione giornaliera dal 1987 (-8,8%), il Dow Jones ha segnato la maggiore perdita in punti di tutta la sua storia, pari a 777 punti e il Nasdaq ha perso quasi 10 punti percentuali. Il medesimo copione si è ripetuto poi nella notte in Asia e minaccia ora le Borse europee.

Il no al Piano Paulson promette però di avere profondi impatti anche in Europa, dove già ieri si è assistito ai salvataggi in extremis di banche come Fortis, Hypo Re e Bradford & Bingley, e stamattina a quello di Dexia.

L'appuntamento con un nuovo voto sul provvedimento, fondamentale per il ritorno della fiducia sui mercati e oggetto di revisioni ancora nei prossimi giorni, non potrà però avvenire prima di giovedì prossimo, quando si riunirà nuovamente il Congresso.

Non è un caso che le autorità politiche e monetarie del Vecchio continente stiano organizzando cicli di incontri per preparare misure d'intervento il più possibile concertati. La linea dichiarata dalle autorità è quella del massimo intervento secondo il principio "nessuna banca è sufficientemente piccola per poter essere lasciata fallire". Finora gli interventi sono stati delegati ai singoli governi nazionali senza il coinvolgimento della Banca centrale europea.

Anche in Italia il ministro dell'Economia Tremonti ha convocato per oggi alle 9 il Comitato per la salvaguardia e la stabilità finanziaria. Vi prenderanno parte il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, il direttore del Tesoro, Vittorio Grilli e i presidenti di Consob e Isvap.

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