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Borse piatte in avvio, pochi gli spunti macro. Londra chiusa per festività

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Un inizio di settimana fiacco per le Borse europee, compresa Milano, dopo che la scorsa ottava ha sancito la divisione all’interno della Federal Reserve sulla tempistica nell’attuare la riduzione del quantitative easing. Gli investitori ora si muovono cauti in attesa di nuovi segnali di chiarimento sulle prossime mosse delle banche centrali e sullo scenario economico globale. I volumi sono piuttosto modesti, considerato il giorno festivo in Gran Bretagna e l’assenza di importanti dati macroeconomici in calendario.
Pochi spunti anche da Tokyo, che ha chiuso in controtendenza rispetto ai listini asiatici con un calo dello 0,18%. In questi giorni si è tornato a parlare dell’ultima proposta del primo ministro, Shinzo Abe, che riguarderebbe la riduzione delle tasse alle grandi aziende. Secondo quanto riporta Bloomberg, che cita il ministro dell’Economia giapponese, Akira Amari, in una intervista televisiva al canale NHK, una decisione in questo senso verrà presa entro ottobre, prima del forum economico asiatico, che prenderà il via in Indonesia il prossimo 7 ottobre. 
Sullo sfondo intanto sta crescendo a dismisura il rischio geopolitico: secondo la stampa inglese, Stati Uniti e Gran Bretagna sarebbero pronte a lanciare un imminente attacco missilistico contro il regime siriano. In Italia si scalda il fronte politico e i prossimi giorni saranno decisivi per le sorti del governo Letta, che entro fine agosto dovrà trovare la quadra sul nodo Imu. Le minacce di una crisi politica non scuotono però lo spread. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta in avvio a 240 punti base, in lieve rialzo dai 238 punti base registrati venerdì in chiusura. 
In questo quadro, le Borse del Vecchio continente si muovono intorno alla parità con Londra chiusa per festività. In questo momento Francoforte e Parigi segnano un lieve calo, dopo una partenza positiva. Amsterdam cede lo 0,20%. Ma la piazza azionaria più debole d’Europa è Milano. A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,87% a 17.190 punti. Tra i titoli, l’acuirsi della crisi in Siria potrebbe favorire una nuova corsa dei prezzi delle materie prime e del greggio, dando sostegno ai titoli minerari.