Borse: nemmeno il mercato si fida più...del mercato

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 23/08/2012 - 10:26

Prima il flash crash del maggio 2010, poi la disastrosa quotazione in Borsa di Facebook, infine la quasi autodistruzione di un market maker (Knight Trading) a causa dell'immissione di ordini erronei per un valore di 440 milioni di dollari.

E' indubbio: i mercati azionari non godono di buona salute.

A confermarlo è una ricerca pubblicata da Tabb Group, società specializzata nella consulenza strategica all'industria finanziaria, dal titolo più che eloquente: "The Sky is falling".

Da un sondaggio condotto da TABB tra il 6 e il 13 agosto emerge un risultato scioccante. Solo il 2% dei gestori, dei broker-dealer e degli hedge fund hanno definito "molto alta" la loro fiducia nei mercati, quando dopo il flash crash del maggio 2010 (durante il quale il Dow Jones perse in pochi istanti il 9%) la percentuale di fiduciosi si attestava al 12 per cento. E sale parallelamente la percentuale di quanti dichiarano di avere scarsa fiducia, che in due anni è passata dal 3 al 26 per cento.

Il 2% di fiduciosi è un minimo storico che fa pensare. Se a non avere fiducia sono i grandi attori del mercato, perché dovrebbero averne i piccoli? E soprattutto come si è arrivati a questo punto?

Adam Sussman, partner di TABB e direttore della ricerca, ha una sua versione. Sul banco degli imputati ci sono i problemi tecnici che si sono ripetuti negli ultimi mesi e che "stanno esponendo l'industria a rischi inaccettabili". I dati raccolti da TABB mostrano anche quali sono stati gli eventi che più hanno inciso negativamente sulla fiducia: su tutti il flash crash del 6 maggio 2010, seguito dall'Ipo di Facebook e dal caso Madoff. Anche il fallimento di MF Global ha lasciato profondi segni tra gli operatori, mentre l'evento più recente, i problemi tecnici di Knight Trading, sebbene siano stati la classica goccia che fa traboccare il vaso, non sembrano aver lasciato tracce significative nella coscienza degli operatori.
 
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