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Borse negative dopo il nulla di fatto dell’Eurogruppo sulla Grecia

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Tornano le vendite sui listini europei. Questa mattina le Borse del Vecchio continente hanno aperto in ribasso deluse dalla riunione dell’Eurogruppo che si è conclusa all’alba con un nulla di fatto sulla Grecia. I leader europei e il Fondo monetario internazionale non hanno trovato un accordo sul versamento della nuova tranche di aiuti ad Atene e la decisione è stata rimandata a lunedì prossimo.

La divergenza riguarda il rapporto debito/Pil al 120% che la Grecia deve raggiungere, e il termine entro il quale deve farlo. L’Eurogruppo sosteneva una proroga di due anni da concedere ad Atene, per evitare di dover cancellare parte del debito greco nei confronti degli altri Stati membri, ma l’Fmi è stato irremovibile, ribadendo che la scadenza del 2020 deve essere categoricamente rispettata anche a costo di un altro “haircut”.

Moody’s, dopo aver declassato la Francia, ha fatto sapere che potrebbe togliere la tripla A anche al Fondo salva-Stati. E cattive notizie sono arrivate anche questa mattina dal fronte macro. A ottobre la bilancia commerciale del Giappone ha registrato il peggior risultato degli ultimi 30 anni in scia alle forti tensioni con la Cina che hanno portato ad un crollo dell’export verso Pechino pari all’11,6%.

In questo scenario a Londra l’indice Ftse è partito con un calo dello 0,27% a 5732 punti, seguito a ruota dal Cac40 di Parigi, in ribasso dello 0,25% a 3453 punti. A Francoforte il Dax cede a inizio seduta lo 0,34% a 7149 punti e a Madrid l’Ibex perde lo 0,44% a 7744 punti. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib prosegue sulla via dei ribassi segnano in avvio un -0,30% sopra quota 15.200 punti. Tra i peggiori, i titoli bancari con Banco Popolare e Banca Popolare dell’Emilia Romagna in fondo al listino.