1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Borse negative dopo il crollo di Tokyo, Piazza Affari in controtendenza

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Avvio di seduta negativo per le Borse europee, in scia ai pesanti ribassi a Wall Street e sul listino di Tokyo. Nei primi minuti di scambio a Londra l’indice Ftse cede lo 0,40%, mentre a Parigi il Cac40 perde lo 0,20% e a Francoforte il Dax mostra un calo dello 0,66%. In controtendenza Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha aperto con un -0,40% per poi migliorare fino a superare la parità e viaggiare in territorio positivo. In questo momento il Ftse Mib guadagna lo 0,15% . 
I ribassi sulle Borse europee si aggiungono a quelli di ieri. La settimana si è infatti aperta con la chiusura in territorio negativo per Wall Street, dove gli indici hanno perso oltre 2 punti percentuali. E anche in Europa è stato un lunedì difficile, soprattutto per Milano che ieri ha messo a segno la peggiore performance tra le Borse del Vecchio Continente. Un febbraio dunque iniziato con il piede sbagliato per le Borse europee dopo aver chiuso male il mese di gennaio: l’indice europeo stoxx 600 ha perso a gennaio l’1,8%. Si tratta del calo maggiore dallo scorso giugno e del peggior inizio d’anno dal 2010. 
Questa mattina, la Borsa di Tokyo è crollata intorno ai minimi da quattro mesi. L’indice Nikkei ha ceduto oltre il 4% portando a -14% la caduta da inizio anno. Complici le precedenti perdite a Wall Street e il rafforzamento dello yen ai massimi da due mesi e mezzo sul dollaro, vicino alla soglia psicologica di un cambio a 100. La pesante atmosfera si è riflessa anche sugli altri listini asiatici (Seoul ha ceduto l’1,73% e Sydney l’1,75%). A pesare sui mercati sono i timori legati alle valute dei Paesi emergenti e al rallentamento dell’attività manifatturiera americana e cinese. 
In particolare i segnali arrivati dall’industria, con una crescita più lenta dell’economia cinese, come testimoniato dall’indice Pmi manifatturiero sceso a 50,5 punti. A questo si è aggiunto dagli Stati Uniti un altro dato non incoraggiante: l’indice Ism manifatturiero è sceso a gennaio a 53,1 punti, un dato inferiore alle previsioni degli analisti e in calo dai 57 punti del mese precedente. Un’importante indicazione per capire la situazione negli Usa saranno i dati di venerdì sul mondo del lavoro a stelle e strisce. Dati positivi potrebbero infatti convincere il nuovo presidente della Fed, Janet Yellen, a continuare il tapering.