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Borse mondiali sotto scacco, ribassi oltre l’1% a Milano

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Il fine settimana non è servito ad allontanare le ombre dai mercati. In Asia e in Europa gli indici sono ripartiti da dove si erano fermati i listini americani venerdì scorso. Nel Vecchio continente i principali indici perdono infatti tutti più di un punto percentuale. A un’ora dall’avvio delle contrattazioni il Dax tedesco e lo Smi svizzero cedono l’1,05%, il Cac40 francese arretra dell’1,25% e il Ftse100 di Londra cede l’1,18%. A Milano il Mibtel arretra dell’1,33% a 29269 punti e l’S&P/Mib cede l’1,40% a 38327 punti.


 

A livello europeo i ribassi interessano principalmente i titoli delle costruzioni, delle risorse di base e gli automobilistici. A pagare dazio sono dunque i settore più sensibili all’andamento del ciclo economico, a riprova che i timori del mercato stanno prendendo vita dalla prospettiva di un rallentamento dell’economia globale. Frenata che potrebbe non trovare più un argine nel processo di riduzione dei tassi di interesse dopo che l’inflazione ha rialzato la testa da una parte all’altra dell’Atlantico.  In novembre l’inflazione nella zona euro è salita al 3,1%, il dato più alto degli ultimi sei anni, e negli Stati Uniti a un tasso annuo del 4,3%. Anche l’Italia non sfugge all’andamento settoriale continentale. Tra i cementieri arretrano Italcementi (-3,3%), Buzzi Unicem (-2,9%), Cementir (-3,2%) e tra i titoli delle costruzioni Impregilo perde il 3,8%. L’unico titolo automobilistico, Fiat, cede il 2,2%,


 


Continuano anche i pesanti ribassi dei finanziari. A livello europeo spiccano le flessioni superiori ai due punti percentuali di Fortis, Ubs, Axa, Aegon, Société Générale e Ing. Flessioni che in ugual misura colpiscono in Gran Bretagna Barclays e Royal Bank of Scotland. Anche Unicredit e Mps perdono oltre il 2% mentre Intesa argina le perdite all’1,3%.