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Borse incerte nel giorno dell’avvio delle negoziazioni sul fiscal cliff

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Inizio di giornata incerto per le Borse europee. I listini del Vecchio continente si muovono in ordine sparso intorno alla parità in scia alle scarse prospettive economiche per la zona euro e all’incertezza sull’evoluzione del fiscal cliff in Usa.

Il Prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona, diffuso ieri, ha attestato di fatto l’entrata ufficiale dell’area euro in recessione per la seconda volta in due anni. Mentre nel bollettino di novembre, la Banca centrale europea ha previsto nessun miglioramento per la fine dell’anno e una crescita debole anche per il 2013. Intanto cresce l’attesa per l’Eurogruppo di martedì che dovrebbe sbloccare la tranche da 31,5 miliardi di euro in favore della Grecia.

Oltreoceano continua a preoccupare il tema del fiscal cliff, la cosiddetta rupe fiscale. Oggi verranno avviate le discussioni sul budget Usa. Il presidente americano, Barack Obama, incontrerà oggi i leader del Congresso del partito repubblicano e democratico per discutere della riduzione del deficit al fine di trovare una intesa bipartisan entro la fine dell’anno.

Ieri Wall Street ha chiuso negativa così come la maggior parte dei listini asiatici. Ha fatto ancora eccezione Tokyo, dopo che la Camera bassa del parlamento giapponese è stata sciolta in vista delle elezioni anticipate che si terranno il prossimo 16 dicembre.

In questo quadro, a Francoforte il Dax guadagna lo 0,11% a 7051 punti, e a Parigi il Cac40 sale dello 0,25% a 3390 punti. Sulla parità Londra con l’indice Ftse che segna un +0,06% a 5681 punti. Piatta anche Madrid dove l’Ibex mostra un -0,01% a 7694 punti. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib, dopo un iniziale rialzo, ha girato in negativo segnando un -0,20% a 15133 punti.
 
Tra i titoli, da monitorare il comparto auto dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa, in continuo calo ma a un ritmo meno intenso. A ottobre le immatricolazioni nell’Unione europea sono scese del 4,8%. Per quanto riguarda il gruppo Fiat, le vendite (Ue27+Efta) hanno registrato una flessione del 5,8%, con la quota di mercato che è passata dal 6,6% di un anno fa all’attuale 6,5%.