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Borse in tensione dopo il flop dell’asta spagnola e il dietrofront della Fed. Attesa per la Bce

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Borse europee sotto pressione in attesa della riunione della Bce e dopo che la Federal Reserve ieri sera ha frenato su ulteriori stimoli all’economia americana. Ma non solo. Sui mercati finanziari si sentono anche gli effetti della deludente asta di titoli pubblici svoltasi oggi in Spagna all’indomani delle dichiarazioni del ministro delle Finanze, Guindos, che ha definito la situazione del Paese “critica”.

A Milano i ribassi dei principali indici azionari sfiorano il punto percentuale. Ftse Mib & Co sono in buona compagnia: anche il Dax tedesco arretra di circa l’1% e un ribasso di poco inferiore è segnato anche dal Cac40 di Parigi.

Gli analisti di Nomura in una nota mattutina imputano la debolezza dei mercati asiatici alle indicazioni giunte dai verbali dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee dello scorso 13 marzo. Il contenuto delle minute della Fed ha di fatto escluso l’adozione di nuove misure di stimolo dell’economia a meno che la congiuntura viri improvvisamente al negativo, mentre nella precedente riunione del Fomc, “alcuni” membri si erano detti favorevoli all’adozione di un nuovo QE3.

Dall’appuntamento di oggi con la Banca centrale europea i 57 esperti interpellati da Bloomberg si attendono tassi d’interesse invariati all’1%. Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italy spiega che sulla decisione della Bce potrebbero incidere in maniera determinante le recenti pressioni sui prezzi dell’energia:  “Non ci attendiamo nessuna variazione in termini di tasso di riferimento né in termini di misure non convenzionali, alla luce anche delle recenti pressioni rialziste (temporanee) dei prezzi dei carburanti”. Per l’esperto la fase di correzione sui mercati (europei), potrebbe continuare ancora qualche seduta e una ripresa del trend rialzista potrebbe esserci dopo le festività pasquali.
 
La Spagna ha collocato questa mattina titoli di Stato per un ammontare complessivo di 2,59 miliardi di euro. L’importo massimo in emissione ammontava a 3,5 miliardi di euro. In salita i rendimenti per tutti i titoli collocati, che avevano scadenza 2015, 2016 e 2020. Il rapporto tra domanda e offerta (bid/cover ratio) è sceso per i titoli con scadenza 2015 e 2016 (per il titolo triennale si è dimezzato), mentre è salito a 2,96 da 1,99 per i titoli con scadenza ottobre 2020.
(notizia aggiornata alle ore 11.05)