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Borse in calo, gli strategist vedono il Toro solo dalla seconda metà del 2009

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La ripresa delle Borse sembra essere ancora di là da venire. In una giornata nuovamente difficile per le Piazze europee, gli strategist aggiornano le loro previsioni per prospettare la ripresa dei mercati azionari solo a 2009 inoltrato, per la precisione nella seconda parte dell’anno.


Tra i cauti, coloro che predicano pazienza in attesa che sbollisca il mercato Orso, c’è Teun Draaisma, lo strategist per l’Europa di Morgan Stanley. In un report pubblicato oggi Draaisma chiarisce di ritenere la fase severa del bear market alle spalle, aggiungendo che dal 15 luglio scorso ci troveremmo in una fase “fiacca”, ma che il prossimo bull market non partirà prima della seconda metà del 2009.

A Draaisma fa eco anche uno strategist di casa nostra, Alessandro Fugnoli di Abaxbank, che nella sua consueta newsletter settimanale Il Rosso e il Nero espone una tesi secondo cui “il fatto che si possa intravedere l’attenuazione di qualche fenomeno negativo (l’inflazione, ndr) nel corso dei prossimi mesi non deve indurre a prendere nuovi rischi”. Sulla situazione attuale, secondo Fugnoli, pesa anche un fattore in più che rischia di allungare i tempi di ripresa: le elezioni statunitensi. “Le elezioni ritardano la soluzione politica della crisi – spiega – e bisognerà aspettare l’estate del 2009 per vedere un’accelerazione nel processo di superamento dei problemi”.


L’appuntamento con uno strutturale trend rialzista pare rimandato anche per il team di strategia sull’azionario globale di Citigroup. In uno studio pubblicato nella serata di ieri gli analisti chiariscono di ritenere “improbabile che l’azionario globale ottenga un recupero sostenibile fino a che il flusso di notizie negative (timori di rallentamento dell’attività economica, elevata inflazione, più alti tassi d’interesse, eccessive attese sugli utili e persistente credit crunch) non rallenterà”. Per questo nonostante da Citi si attendano che una politica monetaria meno restrittiva e aspettative sugli utili più realistiche possano costituire le basi per migliori performance nella seconda metà dell’anno, “il tragitto continuerà a essere volatile per gli investitori”.


Escludendo quindi una svolta rialzista nel breve termine, quali potranno essere i segnali del Toro che verrà? E’ ancora Draaisma a dare indicazioni in questo senso: “Per prima cosa vorremmo vedere un ritorno sul capitale proprio sotto la media invece che vicino ai picchi come è attualmente. Secondo, la stabilizzazione dei prezzi delle case negli Stati Uniti (con focus sul numero di case invendute). Terzo, vorremmo vedere la fine della fase di ristrutturazione del capitale delle società finanziarie”.