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Borse in caduta, bancari sotto pressione in tutta Europa

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L’escalation della crisi del credito fa paura ai mercati. Le Borse europee mostrano tutte cali superiori ai due punti, con ribassi pesantissimi per il settore bancario. Il movimento avviene in scia alla notizia del salvataggio di Bear Stearns da parte di Jp Morgan Chase e soprattutto alla mossa di emergenza sui tassi di sconto varata nella notte dalla Federal Reserve, colta verosimilmente come segnale di gravità della crisi piuttosto che come indicatore di alleggerimento delle tensioni di liquidità.


 

A Milano il Mibtel cede il 2,32% a 23661 punti e il Mibtel il 2,43% a 30890 punti. In Europa il Cac40 perde il 2,6%, lo Smi di Zurigo il 2,89% e il Ftse100 arretra del 2,4%. Il Dax di Francoforte cede il 3,5% indebolito ulteriormente da un allarme sugli utili lanciato da Siemens, segnalata in ribasso di oltre 11 punti percentuali.


 


A pesare sono però come detto i finanziari. Il titolo peggiore è Hbos, con un calo del 12%, ribassi sopra il 9% per Royal Bank of Scotland e Société Générale, mentre perdono più dell’8% Ubs e Barclays. Questi sono però solo i casi più eclatanti. Lo stoxx di settore, in calo del 5,5%, segnala una debolezza estesa a tutto il mercato. Anche in Italia Unicredit e Monte dei Paschi cedono oltre il 4%, Intesa Sanpaolo il 3,2%.


 


Fortissimo anche l’effetto sul mercato valutario, dove l’euro è arrivato a toccare il nuovo record storico di 1,5904 contro il biglietto verde. La debolezza del dollaro si è sentita però nei confronti di tutte le valute, con un nuovo aggiornamento dei minimi degli ultimi 12 anni nei confronti dello yen giapponese. Nuovo balzo in alto per l’oro, salito a un nuovo record a 1032 dollari per oncia.


 


Sono infatti cresciute le attese per un taglio dei tassi d’interesse di un punto percentuale nel meeting ufficiale di domani. In precedenza le attese erano per un taglio dello 0,75%. La Fed nella notte si è invece limitata a smussare il tasso di sconto dal 3,5 al 3,25%. Non si tratta però dell’unica azione intrapresa dalla banca centrale americana, che metterà a disposizione anche una nuova linea di sconto destinata ai primary dealer, allargando anche la base dei possibili prenditori di mezzi. La decisione del taglio è stata motivata con la necessità di garantire l’incremento della liquidità sui mercati.


 


La mossa inaspettata della Fed e la gravissima crisi di liquidità che ha colpito Bear Stearns mettono in dubbio la solidità dell’intera industria finanziaria Usa. Nel corso della settimana importanti test attendono il settore bancario statunitense. Presenteranno infatti i conti del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2008 alcune delle maggiori banche d’affari come Goldman Sachs, Lehman Brothers e Morgan Stanley.


 


(notizia aggiornata alle ore 10.45)